domenica 5 luglio 2009

MARINETTI E IL 2000 in DIVENIRE 3 FUTURISMO


ROBERTO GUERRA: MARINETTI E IL 2000 in DIVENIRE 3 FUTURISMO

from Estense Com

Presente nell'importante ''Divenire - Rassegna di studi interdisciplinari sulla tecnica e il postumano''
Transumanisti, Guerra e il saggio su Marinetti
La produzione futuristica ferrarese procede senza sosta. E' uscito di recente un importante volume dei Transumanisti futurologi, dove il futurista locale Roberto Guerra è presente con un saggio completo su Marinetti (ristampato dopo 10 anni, già edito a Ferrara con Schifanoia editore) ed anche i due manfesti per il centenario di Ferrara, uno di Guerra e uno di Graziano Cecchini.
Il terzo volume di Divenire - Rassegna di studi interdisciplinari sulla tecnica e il postumano - è dedicato interamente al futurismo. Quest’anno ricorre il centesimo anniversario della nascita di questo movimento culturale e non poteva presentarsi occasione migliore per mettere in luce le non poche affinità tra il futurismo storico e il transumanesimo contemporaneo. In particolare, gli autori del volume si sono concetrati - partendo da diverse prospettive ideologiche e disciplinari - su aspetti comuni ai due movimenti, come il culto della tecnologia, l’idea di uomo moltiplicato, la neofilia, l’esaltazione della giovinezza e della vitalità, la guerra all’invecchiamento e alla morte, la sfida alle stelle, il sogno di ricostruire l’universo, l’innovazione radicale degli ambienti e delle forme di comunicazione, lo spirito rivoluzionario.
Dopo l’introduzione di Stefano Vaj, che indica nella rinascita del futurismo la chiave per il “ritorno sul promontorio dei secoli” delle attuali generazioni, per la sezione Attualità, abbiamo un lungo e intenso saggio del politologo di fama internazionale Guillaume Faye (“Futurismo e modernità”), che invita gli europei a ritrovare le proprie radici storiche nel paganesimo e a far proprio lo spirito futurista per tornare a costruire la propria storia. Chiudono la sezione due manifesti scritti in occasione delle celebrazioni del 20 febbraio scorso: il primo del celebre Graziano Cecchini, al secolo “Rosso Trevi”, e il secondo redatto dai futuristi Roberto Guerra.....



*from ADNKRONOS

DIVENIRE 3 IL FUTURISMO AIT news
A cura di Riccardo Campa e i transumansiti ialiani, la nuova futurologia nazionale e internazionale, l'AIT di Campa è la sezione Italia di H+ del Professor Bostrom, è appena uscito il volume DIVENIRE 3 FUTURISMO, per Sestante edizioni. Non a caso nell'anno del centenario, è forse il volume programmatico e significativo del Futurismo odierno più autorevole e organizzato. Saggi dello stesso Campa, S.Vaj, G.Faye. M.Grandi (postilla sullo storico E.Gentile), A.Arguzzi, F.Boco, G.Cecchini e R.Guerra (i manifesti del centenario di Ferrara (a cura Ferrara Video&Arte) dove i transumanisti hanno ufficialmente rilanciato-aggiornata all'era scientifica- l'avanguardia di Marinetti e Majakowskij, profetica sul nostro tempo e sul futuro prossimo.





lunedì 29 giugno 2009

DIVENIRE 3 SPECIALE FUTURISMO! Transumanisti A.I.T. NEWS


DIVENIRE 3 speciale IL FUTURISMO
(A.I.T- Sestante Edizioni)


"Questo e' il migliore volume dedicato al futurismo uscito quest'anno, in occasione del centenario,
perche' scritto da personaggi di fama e soprattutto DA VERI FUTURISTI !"

"Il terzo volume/numero appena uscito di Divenire. Rassegna di studi interdisciplinari sulla tecnica e il postumano (LINK), la collana/rivista della AIT, è *interamente dedicato al futurismo*, e credo sia la cosa più ambiziosa pubblicata in italiano da decenni sull'argomento.Articoli di riccardo Campa, Stefano Vaj,G uillame Faye, Roberto Guerra, Graziano Cecchini, Adriano Scianca, Francesco Boco, Andrea Aguzzi, Mafalda Grandi; eccetera. Discussione con gli autori al gruppo Facebook della rivista a http://www.facebook.com/group.php?gid=33244335473."

(* including Graziano Cecchini Rosso Trevi, Roberto Guerra...e i manifesti di Futurismo 100 live Ferrara 20 2 2009 a cura Ferrara Video&Arte)


(dalla prefazione di Riccardo Campa) Il terzo volume di Divenire - Rassegna di studi interdisciplinari sulla tecnica e il postumano - è dedicato interamente al futurismo. Quest’anno ricorre il centesimo anniversario della nascita di questo movimento culturale e non poteva presentarsi occasione migliore per mettere in luce le non poche affinità tra il futurismo storico e il transumanesimo contemporaneo. In particolare, gli autori del volume si sono concetrati - partendo da diverse prospettive ideologiche e disciplinari - su aspetti comuni ai due movimenti, come il culto della tecnologia, l’idea di uomo moltiplicato, la neofilia, l’esaltazione della giovinezza e della vitalità, la guerra all’invecchiamento e alla morte, la sfida alle stelle, il sogno di ricostruire l’universo, l’innovazione radicale degli ambienti e delle forme di comunicazione, lo spirito rivoluzionario.Dopo l’introduzione di Stefano Vaj, che indica nella rinascita del futurismo la chiave per il “ritorno sul promontorio dei secoli” delle attuali generazioni, per la sezione Attualità, abbiamo un lungo e intenso saggio del politologo di fama internazionale Guillaume Faye (“Futurismo e modernità”), che invita gli europei a ritrovare le proprie radici storiche nel paganesimo e a far proprio lo spirito futurista per tornare a costruire la propria storia. Chiudono la sezione due manifesti scritti in occasione delle celebrazioni del 20 febbraio scorso: il primo del celebre Graziano Cecchini, al secolo “Rosso Trevi”, e il secondo redatto dai futuristi Roberto Guerra e Alessio Brugnoli, entrambi intesi a marcare a fuoco le date 1909 e 2009.Nella sezione Genealogia si trova un saggio del curatore Riccardo Campa (“Il superuomo del futurismo. Tra immaginario tecnologico e socialismo rivoluzionario”) che ricostruisce gli orientamenti politici del futurismo storico e stabilisce un legame genetico con il transumanesimo odierno; uno scritto di Adriano Scianca (“L’uomo moltiplicato”) che evidenzia l’anticipazione dell’idea di postumanità nel futurismo; e infine un’interessante articolo di Andrea Aguzzi sui legami genetici tra l’attuale musica elettronica ed industrial e le sperimentazioni di Balilla Pratella e Luigi Russolo nel primo Novecento (“Il linguaggio musicale futurista”).In Futurologia si trova un articolo di Francesco Boco (“Futurismo e fantascienza”) volto a sottolineare il legame tra la cultura futurista e la letteratura dell’immaginario tecnologico. Si tratta di un contributo importante, perché la critica letteraria stenta a riconoscere questo legame. Segue un saggio di futurologia retrospettiva del poeta Roberto Guerra (“Marinetti e il Duemila”) che evidenzia tutta la attualità e la dimensione profetica del pensiero del fondatore.In chiusura, come sempre, abbiamo le recensioni e gli inviti alla lettura della sezione Libreria. Qui, Mafalda Grandi (“Futurismo, politica e Politica”) esprime le sue impressioni a caldo sul libro La nostra sfida alle stelle dello storico Emilio Gentile, volto a ricostruire l’impegno e l’orientamento politico dei futuristi.


giovedì 18 giugno 2009

ROBY GUERRA DA MARINETTI AI FUTUROLOGI da Estense Com


FROM ESTENSE COM FERRARA Notizia inserita il 15/6/2009

Le opere di Roberto Guerra sempre più presenti in rete
Il futurismo made in Ferrara sbanca il web
Nemo profeta in Patria... che sia il caso anche di Roberto Guerra, controverso e complesso forse scrittore futurista ferrarese, nei fatti promotore con il celebre Graziano Cecchini del futurismo contemporaneo?
Non solo poeta e animatore ma anche autore di diversi saggi sul futurismo e il futuro. E ora, sorprese del web, Guerra, in versione blogger, cura diversi blog webzine e editing d'area (Futurist Editions ad esempio, con ebook prefati anche da un certo Paolo Ruffilli) ed è persino linkato con tanto di banner su alcuni dei siti prestigiosi ufficiali della futorologia italiana, chiamata anche Transumanesimo, tra sociologia, informatica e fantascienza; in Italia i più noti sono Roberto Vacca e Riccardo Campa, presidente dell'A.I.T (Associazione Transumanisti Italiani) di cui è membro come indicato nel suo blog magazine Scienza e Futuro. P
roprio nel sito uffciale di quest'ultimi, Guerra è presente con un'intervista allo stesso Campa, e con il manifesto ufficiale dei nuovi futuristi lanciato a Ferrara per il centenario: tra i firmatari anche i più importanti futuristi contemporanei oggi attivi, gli stessi Cecchini e Ruffilli, lo stesso Campa e altri futurologi tutti presenti a Ferrara, non ultimo diversi artisti e scrittori ferraresi tra cui Filippo Landini, Lamberto Donegà e Riccardo Roversi.
Per la cronaca l'A.I.T di Campa è la sezione Italia del movimento transmanista futurologico internazionale con sede a Oxford Humanity + che include tra i suoi membri centinaia di scienziati, tra cui uno dei fondatori Nick Bostrom e lo stesso celebre informatico Marvin Minsky. Ma Guerra collabora anche con il Network parallelo traNsumanista di Estropico e anche con il sito di Futurologia scientifica dell'informatico e giornalista del Sole 24 Ore Ugo Spezza, equipe tutte interfacciate e direttamente collegate con l'Organizzazione Internazionale Humanity + di cui prima.
Tra breve anche una "chicca": un volume antologico a più voci, esperti sul futurismo italiani e stranierisul Futurismo, a cura proprio di Campa e l'A.I.T con lo stesso Guerra presente con un saggio su Marinetti.
I siti di riferimento: http://www.transumanisti.it/

mercoledì 3 giugno 2009

FUTURISMO VS POLITICA


FUTURISMO VS POLITICA
L'era di Internet automaticamente (il web è il messaggio...) relativizza qualsivoglia ideologia, credo, religione politica: innesta con processo lento ma inarrestabile la fine della Divina Politica, particolarmente in Italia, rispetto all'Occidente, anomalia strutturale in tal senso.
Leggi Vaticano(- ma controcorrente, storicamente e archetipicamente- da Woitjla in poi, incluso il raffinato Papa Ratzinger -“Internet è un dono di dio” ...oggi più avanti di certa Intellighenzia italiana pseudoprogressista paleoborghese controrivoluzionaria e involuta- sempre contro le nuove tecnologie e la scienza) la Balena Bianca DC e il Partito Comunista a suo tempo pure più democratico e anche propulsivo in Occidente, nel bene e ovvio nel male, soprattutto per i suoi effetti appunto sociali culturali (peggio l'Intellighenzia sopravvissuta che... Togliatti e Berlinguer, tranne un certo Cacciari e pochi altri).
Certo postmoderno, ad esempio, parallelo ai famigerati anni di piombo (Baudrillard- definiteagghiaccianti le sue tesi in un Congresso postBerlinguer, dal mediocre Natta- Lyotard eccetera) già evidenziò in quegli anni la mutazione, in corso, il relativismo dei Codici Politici, entro alcuni bordi, specifici, ovvio (contro il Totalitarismo neofascista o neocomunista), ma finalmente oltre il Pensiero Unico de La Gauche et de La Droite.
Una polifonia possibile, anti/post/trans/futurpolitica salutare, dinamica ancora nei fatti incerta in Italia, per Resistenze (quasi freudiane) coaugulate soprattutto dal post Pci regressivo nella nota sindrome del Cavaliere, per la stessa ambiguità del postBerlusconi o Acqua di Fiuggi... con certe novità culturali nei fatti relegate nei margini extra stanza dei bottoni, anziché assimilate e quindi incisive.
Mentre nella cosiddetta Sinistra, dopo Pasolini, quasi il Vuoto, a parte pochi (il solito Cacciari eccetera), ancora analfabeta se non ostile su Internet e le Nuove Tecnologie (persino anche qua involuta l'Intellighenzia “paleorossa”, rispetto a certo modernismo genetico del PCI storico o di certo eurocomunismo berlingueriano mai decollato), nella cosiddetta Destra, appunto è parzialmente in atto un' elaborazione aperta, sebbene spesso ancora contraddittoria rispetto a certo umanesimo scientifico necessario, con sguardi persino revisionisti positivi sullo stesso Pasolini,... Gramsci, Marx (!) eccetera: ma nei fatti relegata in Riviste, Media et similia. Cavaliere, o meno, certo revisionismo critico in Italia dei vari De Felice, Emidio Gentile, Marcello Veneziani, il giornalista Pansa (e altri) è solco parzialmente più dinamico ed innovativo rispetto all'attuale ormai prolungato impasse della cosiddetta Intellighenzia di sinistra.
Nello specifico futurista, l'Effetto Duemila, l'Effetto Internet e l'Effetto Centenario contribuiscono parecchio in tale nuova bussola postpolitica: proprio il Futurismo italiano, da sempre complesso e parzialmente ambiguo (rivoluzionari o reazionari in Politica?) si presta particolarmente come archetipo e nodo centrale di quanto sopra e del dibattito postmoderno (futurismo-postmoderno- politica, di cui recentemente si occupano anche futuristi o critici prossimi al movimento post1944).
Rinviando ai testi e le prove scientifiche, da destra, per usare categorie fin d'ora relative, Enzo Benedetto, Luigi Tallarico, gli stessi Gino Agnese e Francesco Grisi, ex Futurismo Oggi, ('esperienza fondamentale del Futurismo post1944 fino al duemila) fino a Giordano Bruno Guerri, suggeriscono risposte aideologiche e in tal senso; da sinistra diversi critici, tra cui Claudia Salaris, Alberto Bertoni, lo stesso Luciano de Maria. Riassumendo a livello strettamente critico, con i vertici della grande Mostra di Venezia del 1986 e del Centenario di quest'anno, infinite celebrazioni e alcuni rilanci ufficiali del Movimento, ovunque nel mondo, fenomeno su cui indagare e che prova la vitalità in ogni caso del Futurismo, inedito per qualsivoglia avanguardia , superiore persino sul piano mediatico al bicentenario di Darwin (ma questo-altra questione non è un bene!) l'essenza rivoluzionaria o almeno tecnoanarchica antelitteram del Futurismo è patrimonio oggi condiviso dalla maggioranza dei critici e degli storici dell'arte anche a sinistra.
Più in profondità, con collegamenti affascinanti che risalgono pure a Futurismo Oggi, Roberto Guerra-chi scrive-Riccardo Roversi- Baldo Savonari e la sua equipe Terzo Futurismo-Antonio Fiore, Luigi Picchi, Franck Ancel, lo stesso noto musicista electro J.M. Vivenza -a modo suo- all'epoca tra i più giovani collaboratori dell'equipe di Enzo Benedetto) , tra i futuristi attivi contemporanei o tra i nuovi critici, esprimono posizioni dichiaratamente radicali e umanistico-scientifiche o almeno umanistiche moderne e democratiche, compreso un certo Graziano Cecchini, il più discusso forse ideologicamente, nei fatti il più tecnoanarchico di tutti.
Extra appunto Futurismo Oggi, l'ultima rivista storica cartacea ufficiale strettamente futurista (ammettendo certa continuità post1944) prossimi ma oltre il futurismo stesso, dati di fatto ancor più netti nel senso di cui prima sono i contributi scientifici e i chiarimenti progressisti, democratici, libertari, persino a volte filo radicali dei vari Riccardo Campa e altri Transumanisti e futurologi, tra cui gli stessi Estropico, Ugo Spezza, eccetera, e dell'ala Connettivista (fantascienza, i vari Milani, Battisti, Di Matteo ecc.....progressista tout court) oltre ai neofuturisti stessi -ultima ondata , Giovanni Tuzet, Maurizio Ganzaroli, Filippo Landini(tecnoanarchico...prossimo all'estrema sinistra costituzionale e nostro video collaboratore....).
Per la cronaca, sia la questione politica in esame, sia il Centenario Boom futurista non sarebbero ora così in primo piano senza l'evento vivente proprio di Rosso Trevi.(effetto Rosso Trevi poco indagato dagli addetti ai lavori). Il Movimento globale futurista post1944 con e a partire dal superblitz clamoroso di Graziano Cecchini del 19 10 2007 (o se si preferisce il Neofuturismo) si è finalmente evoluto,al passo con l'era dei media e di Internet, in questo... data base , quindi in senso rivoluzionario per la capacità almeno di Rosso Trevi, di bucare in tal modo i media - .
Una premessa, ora è decisiva: nel Futurismo contemporaneo inteso in senso globale aperto (comprese le interfaccia e le sinergie appunto Transumaniste, futurologiche, Connettiviste e altre, prevale oggi quasi esclusivamente l'ala umanistico-scientifico e-o tecnoanarchica, al di là di alcune ambiguità linguistiche o anche scelte contingenti metapolitiche prossime al centro-destra o al centro sinistra cosiddetti; qua, caso per caso va verificato, territorio per territorio, comunque relativizzato non per edulcorare ma per evidenti sinergie extrartirstiche, persino tattiche e certamente contingenti autoconsapevoli. Intanto, appunto, destra e-o sinistra- sempre intesi in senso... cosiddetto.
Tranne eccezioni importanti e decisive da cui prendere le distanze (i bordi limite di cui prima), certi futuristi contemporanei, poiché la Politica è comunque Informazione decisiva in Italia, purtroppo ancora in modo religioso e condizionante rispetto a Europa e Occidente), consapevolissimi dell'azione futurista in tal senso soprattutto Virtuale, magari possono appunto assumere posizioni anche semi-ufficiali verso sinistra o destra: ma un semplice passpartout per tre obbiettivi minimali ma importanti: E' nell'essenza del futurismo, in quanto Pensiero+Azione, trascendere la sfera puramente estetica e intellettuale, il mondo va cambiato... non contemplato diceva Marx! (Pur consapevoli della relativa incisività di tali azioni futuriste politiche,anzi metapolitiche).
Il Futurismo come provocazione anche politica è quasi sempre un sano virus nel cimitero della politica italiana stessa. I futuristi si occupano di Politica per comunicare e divulgare il Futuro .. alle Scimmie balbuzienti che ancora comandano il Mondo (da Roma alle periferie villaggi città d'Italia! . Insomma, futurismo pubblicitario alla Marinetti o Depero tramite il Medium Politica (il Medium è il messaggio, i contenuti relativi- entro certi vincoli pur fondamentali-ripetiamo) in Italia ancora decisivo.
In tal senso, per essere chiarissimi, visto da Sinistra, ora certe ambiguità vanno ulteriormente relativizzate: Tallarico, ad esempio, ha quasi 100 anni come il Futurismo. Lo stesso Rosso Trevi, certe sue ambiguità sono le stesse di Marinetti e certa grande Letteratura del Novecento che solo menti miopi possono non captare nel suo irriducibile simbolismo. Sia La Fontana Rossa, Piazza di Spagna, eccetera (rivoluzionarie in senso postmoderno, mix tra Marinetti-Warhol e Christo), azioni futuriste fortemente eversive , antipolitiche e tecnoanarchiche, sia certo futurismo dei diritti umani da Cecchini lanciato con Free Tibet, il suo Pensiero+Azione live persino al Fronte in Birmania, per difendere e liberare il Tibet e i Karen dagli ultimi comunismi non alla Berlinguer ma alla Mao Tze Tung o Pol Pot, azione futurista libertaria provata dai live reportage di... Radio Radicale, sono fatti trasparenti e ormai pistola fumante per qualsiasi querelle ideolgica neopassatista in tal caso.
Chi scrive, idem, quasi relativamente osteggiati nella propria Ferrara, per posizioni rare non allineate a certa Casta culturale monoliticamente paracomunista, nonostante collaborazioni continue dagli anni ottanta con tutta l'avanguardia ferrarese (quasi tutta prossima alla sinistra!), dall'ampio background (libri, video, performance eccetera) -documentato a Ferrara città d'arte, persino dichiaratamente radicali e tecnoanarchici, persino da giovane excomunisti alla Berlinguer, con Majakowskij e il futurismo russo (anche Obama!) sempre taciti e interfacciati con il nostro percorso neofuturista neomarinettiano!
Anche certa ala neofuturista più giovane, di qualità indubbia intellettuale, i vari Alessio Brugnoli o Antonio Saccoccio (e l'equipe di Net futurismo ben conosciuta e sospetta tra i futurologi), chiaramente la più conservatrice e neoaccademica, letteraria tout court Brugnoli e ostile al Futurismo verso la Scienza, netfiliaca nel bene e nel male Netfuturismo, in certe opzioni metapolitiche certamente né rivoluzionarie né tecnoanarchiche, va relativizzata. Brugnoli è un neoconservatore alla Veneziani, Saccoccio idem, quest'ultimo semmai ingenuo per certe sinergie ufficiali, con ad esempio il Circolo Futurista di Casalbertone, ecco quest'ultimo sì reazionario e ultra conservatore, ma irrilevante per il Futurismo contemporaneo (Chi scrive e lo stesso Cecchini a suo tempo abbiamo pubblicamente contestato e preso le distanze da tale sinergia e da tale gruppuscolo-Il Circolo Casalbertone.).
Discorso invece più decisamente eretico- infine -nella parentesi strettamente neofuturista e affine per alcuni giovanissimi: in primis... Armando Di Carlo(talento tecnoanarchico dirompente anche futurdadaista, anche un delizioso futurismo latino!)e i cosiddetti Transavveristi Giovanni Balducci ed Emanuele Rocchi prossimi a certo anarchismo della Transavanguardia e certo neodecadentismo, postletteratura remix di un altro modernismo estetizzante e-o iconoclasta (dna di ogni estetica della gioventù...). Generation futurist squisitamente figlia del web, tra manifesti web primordici (anche Brugnoli e Saccoccio per i web manifesti) e persino la prima TV futurista (Di Carlo), metapoliticamente appunto tecnoanarchici.
Infine, lo stesso Stefano Vaj, al centro di certe polemiche nell'ambito transumanista. Secondo me, proprio per la sua matrice squisitamente postmoderna forte, tra apppunto Lyotard e certo postmodern francese d'area Droite (Faye e Alain de Benoist), al contrario ... Vaj ha liberato certo magma culturale da etichette obsolete, più ancora degli stessi De Benoiste e Faye, lo stesso Jean Cau (ex collaboratore di Sartre!). Ha liberato certo mistero di certa grande letteratura e cultura che viene fin da Nieztsche, per mere e complesse Resistenze freudiane.., da sempre demonizzata (poi puntualmente riscattata anche a sinistra) proprio per la sua complessità e profondità e Libertà..quasi genetica in autori come .. Zarathustra, Baudelaire, Wilde, D'Annunzio, Bergson, Heidegger, K.G.Jung... Celine..Pound o persino a Pessoa ... Borges e via dicendo (anche Marinetti e i futuristi... ma -speculare- potremmo dire anche -e questo è il metodo- Majakowskij e i futuristi russi o i surrealisti!).
Anche Darwin ... la scienza positivista... fino a Dawkins , sociobiologi, cibernetici, genetisti eccetera, ci cascano dentro in tali demonizzazioni, a ben vedere, anche proprio il Transumanismo, come Fukuyama e Veneziani stesso purtroppo testimoniano al di là della grandezza indiscutibile di costoro!). In Italia, poi, ci cascano dentro-prima o poi-tutti coloro, sempre una minoranza, che contestano da sinistra anche, o da destra certa dittatura idologica culturale ancora prevalente...(Grandi o piccoli eretici che siano).
Ma un metodo (o contrometodo) esiste: la qualità e la potenza della Parola, la Volontà non di potenza, ma di Bellezza, al di là dei contenuti-a volte ambigui- lo Stile danzante inventato sempre da Nieztsche. Captando anche l'essenza di eventuali ambiguità: il libero pensatore radicale non può non essere ambiguo,, sperimenta livelli di Parola e di Futuro ignoto quasi peculiari, senza alcuna rete collettiva di protezione. Anzi, proprio tale fatto collettivo, fermo restando lo stile danzante, poetico archetipico, certa Volontà di Bellezza e anche Futuro, è prova scientifica bonus della giusta password per non equivocare! E Stefano Vaj, come anche espresso da certa critica, è pensatore complesso e affascinante, noi aggiungiamo geniale, ben più ad esempio di chi scrive (e rispetto a .chi scrive sono più geniali molti altri futuristi contemporanei, transumanisti, futurologi e connettivisti, io... solo un poeta futurista, di talento credo, ma nulla più!).
E questo discorso ci sembra almeno parzialmente valido, almeno in certe sinergie strettamente futuriste culturali, anche per Casa Pound, nei recenti manifesti (“Basta con la Destra e la Sinistra” eccetera) in evoluzione democratica, anche se come Brugnoli e paradossalmente i netfuturisti, tranne Scianca, anch'essi troppo letterari e poco futurologici. E con una X tuttavia per la evidente peculiarità fortemente politico-sociale al di là dell'elaborazione culturale stessa: peculiarità politico-sociale invece secondaria nelle equipe “neofuturiste” prese in esame (che si limitano ad attraversare e soprattutto provocare la Politica, chi più chi meno).
Compreso lo stesso celeberrimo Vittorio Sgarbi, futuristico, come dimostra l'esperimento quasi incredibile della Città di Salemi, con anche lo stesso Cecchini e altri creativi o intellettuali non convenzionali: un esempio neonato... magari effimero ma già significativo e luminoso di futurismo politico contemporaneo applicato, Almeno la fantasia al Potere qua ci sembra ben diversa da certo estetismo politico del ventennio o da quello del ' 68...
Compreso quale esempio opposto a certa spettacolarità di Sgarbi... l'adesione ufficiale al Nuovo Futurismo di un certo Paolo Ruffilli, tra i grandi scrittori contemporanei italiani, ultimo erede della grande stagione letteraria della neoavanguardia italiana (con Zanzotto), garanzia di cultura e spirito libero democratici.
Va da sé, sintetizzando, la necessità futura, per trasformare anche il Pensiero+ Azione del futurismo strettamente contemporaneo, del Connettivismo, della Futurologia italiana, del Trasumanismo in particolare per la superiore complessità e autorevolezza strettamente scientifica e sociale, di una futura Macchina Postpolitica (leggi Organisation”...) per liberare la rivoluzione futurista incompiuta e l'attuale auspicabile ”globale" rivoluzione transumanista e futurologica, vuoi dalle attuali contingenze politiche (turandoci tutti il naso nel presente politico!), vuoi, automaticamente da residue ambiguità.
Una... Macchina politica basata sull'Umanesimo scientifico, la futura democrazia scientifica e libertaria, l'etica e l'estetica dell'Immaginazione scientifica che caratterizzano – con sguardi aperti e dinamici- quasi tutta l'avanguardia italiana postfuturista, nelle sue diverse equipe, scientifica e artistica, per dirla con Riccardo Campa e gli altri scienziati futuribili a cui forse spetta lo start per concretizzare il sogno della Scienza fuori dai laboratori, dalle singole navicelle, pur eretiche e relativamente eroiche, per la futura Astronave Italia, finalmente, se ci sarà il salto quantico, libera- da paleoborghesi, paleocattolici, fascisti e-comunisti.
Almeno come Software da far girare nell'oggi ancora windows 3.1 sistema operativo... non solo della cultura ma della Politica nazionale. Davvero impossibile trasformare il PC, in Partito Cibernetico o il PDL... in Partito dei Letterati... d'avanguardia o postcyberpunk?
Al passo con Galileo, Volta, Marconi, Meucci, Fermi, Majorana.... Dulbecco, Vacca, Ceccato, la Hack e la Montelcini, Veronesi, Zichichi eccetera eccetera oltre, , la scienza italiana sempre all'avanguardia (nonostante i fossili politici!). Al passo anche con Marinetti, i futuristi e l'avanguardia artistica italiana, storica... e contemporanea, cantori e comunicatori della Rivoluzione Transumanista annunciata....

Roberto Guerra poeta futurista
http://futurismo2009.myblog.it
(voce menu Futurismo 100 e + biografie futuristi post1944 e Trans-futurismo - Manifesti)
http://www.youtube.com/watch?v=R2LipKPLD3A

lunedì 25 maggio 2009

FUTURISMO E TRANSUMANESIMO



L'ANTIFILOSOFIA FUTURISTA
“Gli scrittori di fantascienza sono i veri filosofi del XX secolo…”
MARVIN MINSKY
“L’idiot littré, una specie che alligna fra gli artisti e gli scrittori… lo studioso di Shakeaspeare che non ha mai letto una pagina di Darwin, il poeta che non è capace di stare ad ascoltare un neurologo senza addormentarsi…”
HANS MAGNUM ENZENSBERGER
Dopo il centenario, è tempo spazio e ciberspazio di un salto darwiniano per il futuro del futurismo.
Anche e nonostante Internet, certo psicologismo letterario e filosofico (già denunciato, contestato e... superato proprio da Marinetti e i poeti futuristi storici- in gran parte poco conosciuti fuori area- fin dai manifesti proprio sulla Parola e la Scrittura) oggi appare come un laccio, un virus neopassatista già trasparente in certo stesso neofuturismo.
Il futurismo era antiletterario e antifilosofico per sua matrice: non contro la Parola e il Pensiero ma contro certa Sindrome di Parmenide (e Manzoni, Croce...) che caratterizza quasi il dna dei letterati e dei filosofi, poco inclini alla lezione irreversibile da un lato di Niezsche e dall'altro della scienza contemporanea: staticità e antidinamismo, certo stesso riduzionismo scientista malinteso (estrapolato dai suoi specifici e legittimi codici) attraversano chiaramente certo futurismo stesso contemporaneo nel web e nel reale.
Sia ben chiaro, per fortuna qua almeno possiamo constatare limiti elettrostatici, almeno elettrici, almeno elettronici, anche pertinenti purchè queste opzioni letterarie-filosofiche risultino appunto opzioni consapevoli, “funzionaliste” ad un certo tipo di codice neoletterario pertinentelegittimo in sé.
E'...uno dei bordi del futurismo contemporaneo, diciamo l'ala “moderata”, anche i futuristi han diritto a certa quiete, va da sé atomi interessanti e anche socialmente di valore tattico mediatici, ma il Nucleo del Futurismo era ed è la Tempesta, la rivoluzione tecnologica e scientifica, dove la Parola e il Pensiero vanno pensati parlati verificati nell'Azione Live (anche un verso digitale o un videoclip sono Azione Live! Lacan docet!).
Non a caso anche politicamente i residui più nostalgici sebbene anch'essi non riconducibili al Novecento riguardano certo futurismo contemporaneo fortemente letterario: Casa Pound da un lato – al di là di certa svolta recente rivoluzionaria – vedi Manifesti dell Estremo Centro Alto e Turbodinamismo- sicuramente elettrostaticità futurista consapevole e quindi in via di risoluzione. L'ombra letteraria appare invece più seria ad esempio in Netfuturismo, poiché inconsapevoli i suoi seguaci (al di là delle intuizioni originarie di Saccoccio, dei contributi stessi di Getto e NetBalla), a dispetto di certa anche affascinante Netfilia, nei fatti proprio della Sindrome di Hegel... quasi che li inquina.
Qua proprio la sopravvalutazione netfuturista dei cosidddetti interscambi di parola e pensiero nel web, la sua sopravvalutazione, in flagrante contrasto con l'azione concreta e creativa, nel web stesso come opera d'arte possibile o nel Reale, rivela certamente ma apparentemente un fiume di Eraclito, in realtà un Lago nella migliore delle ipotesi, a volte una banale e eloquente Palude pre industriale!
Al di là anche (Saccoccio) di alcune iniziative recenti anche affascinanti finalmente nel Reale.
Il futurismo contemporaneo, piaccia o meno, va reinventato sulla scia chiara trasparente rivoluzionaria dei diversi bordi in certo senso non teorici ma conclamati dai fatti. Tra Arte e Scienza futurista e o dal/del futuro.
Oltre - il nucleo rivoluzionario- l'elettrostaticità dei letterati o dei filosofi... il Futurismo consapevolmente verso la Scienza!
Dal bordo artistico la Fontana Rossa di Rosso Trevi e il Futurismo Rosso Trevi come dna del futurismo artistico sociale contemporaneo: splendido mix tra il Futurismo Pensiero+Azione della matrice Marinettiana ma anche di Majakowskij, tra scandalo, provocazione, arte della macchina/scienza, esperimento.
In tale software ci connettiamo anche ... chi scrive, proprio da uno start apparentemente ancora letterario: in realtà usiamo proprio le Parole e il Pensiero, dai lontani anni 80, come macchine quasi astratte, macchine postletterarie: laddove Graziano Cecchini Rosso Trevi usa la Parola Immateriale del Colore e dell'Arcobaleno futurista verso nuovi colori algoritmici, sia ben chiaro con esiti ineguagliati, oggi anni duemila.
La nostra poetica, invece: non a caso già verbovisiva dalle origini, poi sonora elettronica fino alla recente produzione videopoetica e tecnograffitistica nello specifico, sempre su figure sfondo o downloads già verso la Scienza (Fiori della Scienza il primo giocattolo del “Futurismo secondo Guerra...”) già pre-trans futurista e transumanista, nel cuore della nuova futurologia italiana, dimostrato dalla parallela continua produzione poetico-saggistica.
Graziano Rosso Trevi, l'ala più visionaria rivoluzionaria e elettronica alla McLuhan (via Warhol e Cristho anche), De Kerckhove del futurismo contemporaneo. Con la Guerra sola Igiene del Mondo, trasformata (vedi Tibet, Karen, Segnali di Fumo....), trasformata in futurismo dei diritti umani: con l'artecrazia sperimentata oggi in quel di Salemi (vera e propria microrepubblica elettrofuturista).
Chi scrive, invece, l'ala techno rivoluzionaria meno visionaria, più cyberpunk., la Poesia senza Poesia, quasi, nel cosiddetto Bene e nel cosiddetto Male, mediaticamente perturbante ma meno comunicativa.
Verso il Futurismo Scientifico di cui transumanisti, futurologi,estropici, postumani sono il futurismo live al 100%, futurismo nell'accezione linguistica anglosassone, per caso influenza o meno, fin dai pionieri futurologici rivendicata (FUTURIST!).
Per restare solo in Italia, nella rete dei futurologi o transumanisti mondiali, Campa, Vaj, Spezza, Estropico e molti altri (senza dimenticare i vari Ceccato, Vacca, Barbieri-Masini eccetera), il futurismo o neofuturismo contemporaneo è l'ala appunto più prossima all'Immaginario, all'estetica o l'arte in parole “convenzionali” per intenderci: arte scienza comunque feedback e interfaccia ben desiderata e viceversa dagli ...scienziati e la futurologia scientifica (e ovvio viceversa!).
Finalmente con una specie di girotondo “finale” alla Hal 9000 di Kubrick... ecco nuovamente la dimensione letteraria, ma anch'essa oltre l'elettrostaticismo di quella... letteraria: l'ala connnettivista fantascientica e già cyberpunk con incursioni anche transumaniste (Battisti, De Matteo, Milani, il ferrarese talentuoso ed eclettico Maurizio Ganzaroli eccetera).
E infine il grande link neofuturista doc: Alessio Brugnoli e il giovanissimo Di Carlo da un lato, i ferraresi stessi Tuzet, Donegà e Roversi, l'immenso Paolo Ruffilli (postfuturisti invero): elettrostaticità vivente, verso incontri scientifici ravvicinati di tipo ancora sconosciuto. Tra psicanalisi, poetica pura del Novecento, filosofia pura anche scientifica. Il gioco paradossalemente più arduo, poiché, la creazione imminente... del Novum necessariamente attinge costringe... a per così dire certa Creta appunto inquinata letteraria filosofica.
Eccetto, ovvio, gli Esiti già appunto straordinari in Ruffilli, che usa le Parole e il Pensiero come Musica: brillanti in Roversi e Donegà, persino Azzurri in Fiore Savonari Vivenza Franck Ancel nella linea parallela della Parola che riparte dal Colore o dal Suono-anche multimediale (oltre agli stessi -nel secondo novecento ancora- ma temporalmente ancora contemporanei- Benedetto, Crali, Peruzzi e altri); già creativi e sicuramente in progress Tuzet, Brugnoli, Di Carlo, Balducci (Transavverismo quest'ultimo) in mosse diverse eppure complementari per l'avvenire prossimo.
Già nella Logica del Senso del Futuro futurista Tuzet, in battiti – di stupore si dirà e da scommetterci- il più giovane geniale Armando Di Carlo (creatore della prima Tv futurista nel web- Bloghimista Tv), lo stessso tecnodecadente sovversivo Balducci.
Quanto a Brugnoli, né Poeta, né Artista elettronico, né scrittore (naturalmente ... dichiarati..) la sua penna felice ne fa uno Sgarbi giovane più cibernetico (certamente meno vitalistico e futurista marinettiano), critico d'arte e analitico del Web, ruolo inedito ed originale, sorprendente (si veda anche il suo manifesto proprio sulla Scrittura), fatalmente contraddittorio nel suo evidente paradosso letterario rivendicato con la logica popperiana, fondamentale, ma non esauriente (Monod e Minsky da un bordo, anche via Wiener, ancora McLuhan, Feyrabend e persino Teihlard de Chardin dall'altro).
Ecco il futurismo scientifico (dal punto... ciberspaziale estetico) allo stato nacente nell'anno duemilanove postcentenario (secondo ... Futurguerra, ovvio!). Ala estetica della nuova futurologia italiana e transumanista, intrecccìata -a volte- sovrapponibile- con certa stessa arte transhuman and transhumanist e postumana nascente (almeno nella classificazione... sicuramente dalla nuova net web internet art fiorita e-o che fiorirà dai micro-nano...neurochips - e chissà che altro- contaminazioni incluse con i medium d'arte “convenzionali”
Estetica scientifica e sociale: nell'attesa, al di là delle contingenze attuali puramente soggettive, spesso casuali, per l'implicazione politico-sociale tout court, della futurologia e del Futurismo come Macchina Politica nei prossimi decenni, fondamentale democrazia libertaria e radicale, scientifica e artistica, basta sull'estetica e l'etica della conoscenza e della previsione (e dell'intuizione) scientifiche per il sogno della Scienza, dell'homo postsapiens!
ROBERTO GUERRA FUTURISTA
http://thefuturist.splinder.com
http://www.myspace.com/futurismo2009

FUTURISMO E FACEBOOK



FUTURISMO VS FACEBOOK
Alcuni conoscenti futurologi ci han sollevato una questione apparentemente banale, anche alla luce del centenario futurista e di alcuni gruppi cosiddetti neofuturisti contemporanei che, molto o poco attivi nel web ne sembrano anche preda, incapaci quasi di differenziare i due bordi fondamentali dell'interfaccia Virtuale/Reale e viceversa.
La simbiosi ha esiti negativi sia dal punto di vista produttivo che ancora... politico tout court. Tali effetti chiaramente percepiti ad un certo livello critico sulla questione futurista,sono oggi enunciati come accennato non da storici di retroguardia o ancora ideologici, ma quasi da cosiddetti futuristi scientifici (all'anglosassone, fin dai pionieri De Jouvenel e Jungk o lo stesso Asimov.. Clarke, Toffler... Futurist, evidente in interviste e diversi istituti di ricerca sul futuro e riviste dei decenni scorsi), ovvero futurologi e transumanisti, gente che mastica il futuro e certa matrice futurista a certi gradi esponenziali, alle frontiere dei laboratori, quasi...
Futurologi... esperti della Rete capaci di navigare con modalità peculiari non riconducibili ai social network del bla bla in ...schiavitù, piò o meno innnocua. Tra le tecnologie.. della Rete, pare Facebook, il più alla moda da qualche tempo, il più indiziato nel favorire non le Parole in Libertà della Rete, la Democrazia e l'Informazione libertà del Web, ma proprio labirinti semipatologici, spiders fatalmente cannibali verso non solo il popolo nazionalpopolare di Internet , ma anche verso ancor giovani intellettuali, acerbi, ma anche taluni dotati e interessanti, eppure appunto privi di...danza Reale/Virtuale.
A ben vedere, senza regredire alle analisi veteroumaniste tutt'oggi diffuse, ostili come gamberi e struzzi alla rivoluzione elettronica democratica e irreversibile di Internet, certi arnesi critici, poi appunto oggi abusati e senza aggiornamenti..., le idee classiche della reificazione marxista o del robotismo cosiddetto psicanalitico, calzano a pennello con Facebook.
Facebook è un Gatto con gli Stivali ... freudiano: il transfert è matematico, segue quasi la bioritmica onirica di memoria junghiana, più esattamente la coazione a ripetere proprio del Maestro di Vienna, se si vuole il bipolarismo temporale scoperto da certa psichiatria contemporanea (diciamo lo stesso Cassano in Italia)...
Facebook è in sé patologico, ovvio, al di là delle intenzioni dei fondatori: se non si evolverà entro un paio d'anni, l'euforia si modificherà in depressione, sarà una meteora estiva nella storia del web.(Ipotesi, ovvio, pronto ad autosmentirmi!).
Su Facebook ad esempio pullulano equipe cosiddette anche culturali, anche futuriste, nello specifico, almeno dichiarate: va da sé, particolarmente e relativamente autistiche, incapaci di interagire tendo conto dei dati conoscitivi e della storia dell'arte, non dico quella anche ultracontemporanea, presentista, non ancora codificata, anche quella convenzionale sul... futurismo o altro.
Poco importa qua l'aspetto temporale, l'età magari giovane dei seguaci postmoderni di Marinetti: alcuni son convinti d'aver inventato loro il Futurismo! Questo riguarda ad esempio un cosidddetto gruppo Futurismo (molto giovane, pare, ma vedi sopra), con infiltrazioni anche dei controversi netfuturisti cosiddetti del web, ma pure uno dei protagonisti del neofuturismo del web stesso, , Alessio Brugnoli; su facebook appiattito a certo veteroromanticismo tipo confessionale Grande Fratello (nonostante doti intellettuali indubbie).
Diversi invece i blog di chi scrive (uno personale e uno editoriale, mere vetrine spot di news esterne o appunto con scopi editoriali... ), dello stesso celebre Graziano Cecchini Rosso Trevi, spettacolare e mediatico, dell'altro talento neofuturista “storico” del web, l'ancor molto giovane, Armando Di Carlo, (al contrario di Brugnoli ... solo una vetrina e e-mail, veloce!), gli stessi Gruppi Transumanisti e Connettivisti, rispettivamente networks attivi, editoria on line e facebook come spot.. il gruppo editoriale on line internazionale Italian Futurism, il francese Franck Ancel, il neofuturista ferrarese Maurizio Ganzaroli, entrambi nuovamente facebook come vetrina e contatti veloci: mai appunto il Facebook del Big Brother neppure orwelliano!
In ogni caso, anche in tali link non reificati di facebook, il rumore..FACEBOOK. appare ugualmente irritante.
Facebook, riassumendo, anzi, è forse più dannoso in sé,proprio per la sua particolare interfaccia con gli utenti, particolarmente invasiva (molto più di altri social network o di network quali My Space e You Tube eccetera), proprio con chi confusamente segue anche velleità culturali....: certo acerbo futurismo di cui sopra (Futurismo ...!.) ...certo futurismo letterario poco postmoderno ..(Brugnoli) ma anche molti altri soggetti e gruppi d'altra area artistica o intellettuale spesso molto vaghe, anche-
Un conto è Facebook come magari appunto vetrina editoriale e culturale, generalmente già ben programmata da utenti dalle idee chiare, sul Network per questioni dirette, non certamente per accumulare amici e chiacchiere virtuali. Infine, Facebook , appare certamente più innocuo proprio per le chiacchiere in libertà, per i più giovani (altri percorsi, Internet ormai come oggetto macchina naturale, lecito anche perdere tempo, per loro autentica forma di comunicazione e magari sperimentazione creativa: poi, crescendo, quasi certamente, traslocheranno altrove nel web.. oppure lo conserveranno appunto come vetrina rapidi contatti tipo telfono e così via! ), Se Facebook sarà ancora in voga!
Ma per i meno giovani, intellettuali o meno, invece,può essere persino non solo un ancora semi-innocua patologia sociale quasi condivisa, ma persino la sala d'attesa di una sorta di tecnopsicosi.
In ogni caso, Facebook, allo stato attuale, generalmente.... una setta condivisa indecente dal punto di vista estetico e della libertà, nessun moralismo, nessun vincolo giuridico quale antidoto, ma come scambiare l'Apollo 11 con un razzo da sagra agreste made in Taiwan!!!
In controluce, peraltro, proprio la nausea electro di facebook illumina parecchio certa sindrome del web in generale: amplifica meccanismi possibili ovunque nelle astronavi di Internet, siti, blog, altri social network eccetera.
Quanto sopra può esser persino clonato con una fondamentale differenza: altrove, non dipende dalla Macchina Astratta scelta dall'utente, dall'hardware in certo senso, ma proprio dall'utente software.
Qua il transfert e la simbiosi negative son più lineari, più trasparenti; dipende essenzialmente dall'utente software, dal cervello e la mente individuale. Ma fuori da Facebook, nei fatti, nella Rete, ciberculture, webzines professionali, scientifiche, artistiche creative eccetera son assai più diffuse e già quasi surclassano per chi osa captare l'antiquata cultura di Gutenberg.
Roberto Guerra

www.myspace.com/futurismo2009

FUTURISMO E ROBOTISMO



ELOGIO DEL ROBOTISMO

Dopo il centenario futurista è tempo di andare oltre: 20 2 2009 il futurismo è più vivo che mai, ma i tempi son ancora acerbi (o impossibili..) per il rilancio del Movimento: le sinergie sono latitanti., oppure quasi una diaspora, futuristi o neofuturisti esistenti ma tranne eccezioni non connessi neppure nel Reale, tra essi..
Oppure quando certi link culturali esistono al massimo possono spottizzare il Futurismo, ma da percorsi legittimamente autonomi e già giustamente altamente differenziati, vedi il Transumanesimo o il Connettivismo stesso.
Nel cosiddetto dibattito specifico, strettamente neofuturista, sono tutt'oggi attivissimi con performance, videoclip, ebook editoriali, webzine soprattutto Graziano Cecchini Rosso Trevi, chi scrive e pochi altri.
I meno giovani aeropittori ex Futurismo Oggi, tutt'oggi attivi, futuristi dichiarati, pur complici in caso d'iniziative sono squisitamente artisti, distanti da azioni movimentistiche possibili.
Tallarico stesso, prossimo a quest'area ancora ex Futurismo Oggi fa quel che può, ormai alle soglie dei 100 anni quasi...Nè spetta a lui tirare le fila della presunta Rete codificata a Ferrara il 20 2 2009.
In realtà la Rete esiste ma priva di organisation, troppo pochi appunto i neofuturisti attivi, per giunta qualcuno ha assunto più o meno recentemente anche posizioni neoconservatrici e neoclassiche..quasi (sic!), persino antiscientifiche.
Velleitarismo tipo Ismo, fuori luogo nell'era dei futurismi, nessun ismo dominante, tra l'altro da parte di soggetti intellettuali certamente dotati e interessanti, ma - disarmante- nessuna o quasi prova scientifica, leggi pubblicazioni cartacee o ebook elettronici, molto pensiero poca azione ..futurista, molte parole nel web feticizzato quasi...
Noi non amiamo dilungarci sulle querelle, soprattutto quando mancano prove scientifiche di confronto.. Ci limitiamo ad alcune considerazioni.
Sul futurismo secondo chi scrive appunto valgano i volumi editi dagli anni ottanta: diciamo, già selezionando, i saggi Marinetti e il Duemila, L'Immaginario Futurista (Schifanoia edizioni), Futurismo Manifesti Scientifici (Este Edition on line) e La Poetica di Internet (Futurist Editions on line): il Futurismo come Umanesimo Scientifico, su uno sfondo espistemico che spazia da Jacques Monod a Marvin Minsky a Francoise Jacob a Marshall McLuhan a Jacques Lacan fino a Paul K.Feyarabend ...e persino Pierre Tehilard de Chardin..
Indifferentemente dalle combinazioni infinite possibili in tali vettori, discutibili a livello strettamente scientifico (ma nessuno ha Dio..in tasca!), in ogni caso pur nell'interfaccia, nell'ambito dell'Estetica come Scienza Umana, non riducibile alle cosiddette scienze esatte..
E senza dimenticare, per limitarci a possibili hardware per il futurismo contemporaneo altri eretici quali Gremais, Baudrillard, Lyotard eccetera eccetera...
Nomi hardware semplicemente soggettivi, a ciascuno a seconda dei propri neurodreams e neurochips... purchè nel taglio irreversibile della rivoluzione scientifica generale che differenzia nelle sue ricadute estetiche artistiche sociali l'avanguardia da qualcos'altro, l'arte rivoluzionaria dall'arte conservatrice (non necessariamente negativa, come nel caso appunto di certe ali neofuturiste – ma ne esiste un'altra anche invece giovane e dinamica- ripetiamo, soprattutto circoscritte al web e alla teoria) ..
Quest'ultimi stessi hanno anche ragione a immaginare rotte neofuturiste conservatrici eminentemente letterarie e filosofiche, neoaccademiche (un'ala da anni inneggia anche alla cosiddetta Scuola net-futurista) : circoscritte senza abnormi voli globali, sono 'altre direzioni possibili...
Resta il fatto che brevemente il Movimento futurista ( extra transumanisti e connettivisti) nei fatti è oggi una fenomeno soprattutto virtuale, più sinergico a volte.... nel web che nei fatti concreti, al di là di personalità esplosive quali appunto Rosso Trevi, o tecnovisionarie meno spettacolari e più elitarie (chi scrive), e pochi o anche molti altri, appunto spesso neppure connessi...
Insomma, se il Futurismo strettamente parlando è sempre in Progress, mai più riducibile a qualsivoglia ismo, l'attuale scoglio di rilancio concreto del Movimento (senza parlare che tra i grossi nomi della cultura italiana, sono pochissimi coloro che avallano certa continuità futurista, ad esempio Paolo Ruffilli, oltre a taluni transumanisti e qualche futurologo) domanda nuove mosse in avanti anche clamorose.
Sbeffeggiando anche certa critica superficiale e priva di prove scientifiche (provenienti dalle 'aree poco produttive di cui prima), forse è necessario simultaneamente e contemporaneamente un nuovo link a metà tra futurismi contemporanei e già al di là: chiamamolo Robotismo, una estetica scientifica dichiaratamente neopositivista, neoscientista figlia questa delle intuizioni più cosiddette meccanicistiche di Marinetti, Majakowskij, il futurismo e le altre avanguardie, macchina bomba “militare” dichiaratamente estranea ad ogni formalismo-unico messaggio: l'avvento della civiltà scientifica, il passaggio dalla democrazia ancora metafisica alla Tecnecrazia democratica..
E ogni forma estetica lecita purchè finalizzato al messaggio dichiarato e consapevole, alla combinazione in certa misura comunicativa sul senso e la Logica programmatica del Robotismo!
Poi, siccome la Scienza, anzhe quella cosiddetta neopositivista è libera, diciamo l'umanesimo scientifico radicale, chiariamo subito i relativissmi.... nemici e i complici.
Il Robotismo, prende nome dall'archetipo forse originario della Scienza moderna contemporanea: il Robot, i robot più precisamente di cui ha parlato Isaac Asimov, non a caso scrittore ma anche scienziato, e le sue leggi immaginarie della robotica sono oggi realtà nella Robotica scientifica o in certe Computer Sciences. Il simbolo segno sogno parola significante, cifra, archetipo, vettore, Robot, polifonico nel suo campo linguistico e concreto che spazia dalla fantascienza alla futurologia alla psicologia all'economia alla fisica....
In ogni caso la base di partenza altro non può essere che il bordo di Jacques Monod proprio de Il Caso e la Necessità con la sua critica radicale a qualsivoglia metafisica, qualsivoglia umanesimo prescientifico, comprese filosofie e arti varie..: oppure, anche via Norbert Wiener, un certo Marvin Minsky, da mezzo secolo ormai Padre fondatore dell' AI forte (la Società della Mente, altro link culturale fondamentale).
Inoltre, il Robotismo prende nome anche dall'uso linguistico negativo che ne fece lo psicologo sociologo postfreudiano e assai noto al grande pubblico Eric Fromm per designare l'alienazione contemporanea. Fromm, tutt'oggi interessante per certe intuizioni, tuttavia nello stesso tempo reo involontario di molti equivoci umanistici.
Non ultimo, anzi quasi anno zero, link decisivo è il celebre e "storico" futurologo Alvin Toffler, già chiarissimo fin dagli annni '70 (!) con il rivoluzionario Lo Choc del Futuro...
Dev'essere chiaro, lo Scientismo preteso dalle resistenze umanistiche tradizionali liberali fasciste e socialiste stesse, appunto, non è mai esistito: anzi lo Scientismo è rivoluzione scientifica e basta... Così il Robotismo: al contrario dell'accezione paleoumanistica, la parola.. da sempre esprime un novum nascente della cultura contemporanea.
Un simbolo segno sogno... parola nuove, positive, sempre effetto della rivoluzione scientifica: ora (Robotismo...) noi lo usiamo come sinonimo di estetica scientifica, nulla di originale l'arte come scienza (come vettore) esiste fin dai futuristi, solo volgarizziamo intenzionalmente e comunichiamo senza più sensi di colpi falsi veteroumanistici veterofilosofici veteroartistci.
L'estetica scientifica è scienza liberamente applicata alla dimensione anzi alla multidimensione estetica. Dal futurismo ad oggi il Robotismo è disseminato ovunque: oltre alle opere teoriche e no di Marinetti, Boccioni e tutti i manifesti fututristi, i manifesti surrealisti, dadaisti, tutti i manifesti delle avanguardie sono già hardware del programma robotista.
E' l'estetica tecnologica di cui han parlato anche Renato Barilli e Marshall McLuhan , Abraham Moles, Lea Vergine quando si diffuse l'arte programmata, cinetica, fino all'arte pubblictaria della Pop Art alla Video Art, Computer Art, Musica elettronica, Net-Art , Transhuman Art, eccetera contemporanea.
Ma ancor più di ieri... il Robotismo chiarisce le questioni: distinguiamo due moduli primordiali, ora di Robotismo. Robotismo Hard e Robotismo soft: l'Hard è distinguibile poichè l'artista scienziato utilizza solo e soltanto tecnologie elettroniche di qualsivoglia natura, quindi dalla fotografia al computer è robotismo hard.
Robotismo soft è il Robotista che(fermo restando la chiarezza del messaggio scientista rivoluzionario) utilizza medium pre elettronici e persino premeccanici. Grande Libertà espressiva ma chiarezza consapevole del soggetto artista-scienziato-robotista: opera, ovvio, sempre aperta, ma romanticismo terminale, oltre il mistero.. romantico..., nel senso che il robotista comunica sempre le caratteristiche tecniche del prodotto opera d'arte!
Nel senso funzionale esplicito di cui prima (altra questione è l'esito strettamente estetico, ma ciò non riguarda più il creativo, ma i destinatari soggetti utenti e critici eccetera).
In ogni caso: negazione del valore, oggi, della parola Filosofia o Religione o Poesia, salviamo solo in attesa di parole più evolute per mera comunicazione le parole Arte e Estetica. Non è solo un capriccio: fermo restando nell'hardware gli antimaestri delle avanguardie di cui prima, per andare avanti bisogna finirla di parlare di filosofia , poesia anche moderne.. e altre idee ed emozioni obsolete, anzi pericolose: è l'umanesimo antiscientifico il virus letale che disumanizza, esattamente il contrario di quanto delirarano ancora filosofi, scrittori e certi umanisti.
Qua seguiamo anche il geniale Enzensberger di Elisir della Scienza, lo stesso geniale De Kerckove, cibernetici e futurologi e transumanisti, in Italia da Silvio Ceccato e Roberto Vacca in poi... .
Ad esempio anche l'Arte è di origine meccanica-elettronica-biochimica-genetica-sociobiologica eccetera... e certamente qualcosa d'altro ancora sconosciuto che però è ora pericolso chiamare con concetti antiquati (se non in senso operativo e consapevole...) che magari esprimevamo ed esprimono intuizioni sulla X , anzi le X del futuro e delle future scoperte sulla mente umana e sulla dimensione estetica, ma che ora fungono da resistenze! Abbattiamole!
La vecchia poesia chiamiamola Pubblicità (e l'analogia non è solo letterale, Gruppo 70 eccetera): il vecchio Romanzo chiamiamalo Scrittura Totale (alla Spatola) la pittura .. Cromatismo o qualcosa del genere, ma questo vale per il Robotismo Soft; il Robotismo Hard ci dice già: l'ex Pittura si è evoluta in fotografia, cinema, video, Computer Grafica, l'ex Musica in Computer Music, la Poesia in Poesia Sonora, Totale... Computerpoesia , la scultura in Installzioni...e così via; purtroppo il linguaggio è ancora quel che è, dovremo convivere con parole vecchie assieme a quelle nuove (ma è così fin dai futuristi). Semplicemente, se non secondariamente e come intuizioni e null'altro (si pensi magari a certo Jung .scientifico) come per la scienza Tolomeo e Ermegisto hanno solo un valore secondario e quasi esclusivamente storico (come si vede lo scientismo applicato è apertissimo, ,più di ogni ismo filosofico o artistico a pensiero unico!), così tutta la filosofia e in certa misura anche l'arte... prescientitfica c'interessano solo secondariamente: non certamente per criticare qualsivoglia avanguardia, figurarsi l'avanguardia del XXI secolo, neonato robotismo incluso.
In fondo chi lo desidera può occuparsi di archeologia in quest'epoca; l'avanguardia opta per la futurologia e se si vuole il Robotismo è sarà il frutto di certo futurismo dopo il Transumanismo.
Ma facciamola finita con predicatori (ci riferiamo a certo neofuturismo) ormai pullulanti anche nel web, che non sanno distinguere il Virtuale dal Reale, le loro Resistenze soggettive e limiti letterari.. dalla scienza e il Mondo Nuovo, già nato, basato sulla rivoluzione scientifcia, sulla tecnologia e sull'arte capace di amplificare la scienza ed il futuro nel cuore e nella neocorteccia dei popoli,( ripetiamo sogetti anche talentuosi ma che criticano il Futurismo Verso la Scienza senza prove scientifiche, pubblicazioni!!!).
Un mondo nuovo da divulgare da irradiare tra le masse intimorite dal Passatismo ancora al potere, un passatismo che viene sempre da Atene, da Gerusalemme, dal Nilo... da Roma, dall'Uomo di..Neandhrtal o di ...Heidelberg...
Un Cibermondo nuovo, nel XXI secolo, senza più complessi di Platone, da eseguire.. nel Reale: anche con estetiche finalmente scientifiche, , certo futurismo contemporaneo, certo Transumanismo, certo Connettivismo, oggi anche il Robotismo ( e tutte le avanguardie parallele che fioriranno dalla rete e fuori dalla rete in questo secolo) macchine di ricerca e propaganda simultaneamente dell'Uomo Nuovo scientifico o technologicus o Robot, figlio della rivoluzione scientifica.
Macchine combattenti per accelerare il NuovoDis-Ordine della Scienza finalmente al Potere secondo i sogni non alla Artemidoro, neppure alla Freud (grandi intuizioni però il maestro di Vienna), ma proprio di Galileo, di tutti gli scienziati, dei diabolici positivisti e scienziati di ieri e di oggi.
WE ARE THE ROBOTS..lo slogan anche provocatorio del Robotismo, nello specifico. .L'attuale aggiornamento postfuturista, sia ben chiaro, non ha alcuna pretesa oggettiva, unilaterale, sui cosiddetti futurismi contemporanei.
E' semplicemente il nostro sistema operativo, di per sé già multiplo: chips poetronici, questo è oggettivo, peraltro, disseminati e documentati fin dal nostro esordio letterario del 1983: Fiori della Scienza; chips futuristici come frammenti protorobotisti già presenti nei brevi saggi editi sulla rivista Futurismo Oggi, l'ultima ufficiale cartacea dei futuristi (diretta da Enzo Benedetto), tra il 1989 e il 1993 , nei saggi come accennato editi, in particolare anche un clip presentato a The Scientist 2008 Video Festival Internazionale, interfaccia live tra il sottoscritto e il giovane intellettuale futurista Giovanni Tuzet, dove sollecitati sull'umanesimo scientifico abbiamo proprio sottolineato figure quali Monod e Minsky .
Soprattutto, l'ultimo nostro E-book, la Poetica di Internet, è forse già star gate tra il futurismo e il robotismo, (tra futurismo e psicoanalisi alla Freud+Lacan e Transumanismo eclettico) basato sul Freud soprattutto de L'Avvenire di un Illusione (il suo testo forse più inconclasta e scientista), e la rilettura epistemica di Lacan, anche qua, mera operazione soggettiva e soggettuale....
Dal Futurismo al Robotismo...
ROBERTO GUERRA


www.este-edition.com libri on line Futurismo e Arte in Movimento
http://futurismo2009.myblog.it vedi La Poetica di Internet
http://www.youtube.com/watch?v=vkwWgDovc-s CLIP


-->

lunedì 4 maggio 2009

LA POETICA DI INTERNET recensione


da Estense Com 4 5 2009

L'opera di Roberto Guerra tratta il movimento come anticipazione della Rete e dell'era elettronica
''La Poetica di Internet'' nuovo e-book futurista
Nuovo e-book per Futurist Editions On line, l'editing dei nuovi futuristi italiani, tra cui Graziano Cecchini Rosso Trevi, Alessio Brugnoli, e alcuni ferraresi, Maurizio Ganzaroli e Lamberto Donegà, oltre a Roberto Guerra, netdirector dell'etichetta. Proprio Guerra ha edito il 6° e-book della prolifica Editing on line attiva da gennaio: "La Poetica di Internet", breve saggio sul Futurismo come anticipazione della Rete e dell'era elettronica. Più nello specifico un saggio futuribile, l'ala psicologico-umanistica-scientifica, peculiare ad esempio della nuova futurologia italiana di Riccardo Campa e altri (Associazione Transumanisti Italiani A.I.T- di cui lostesso Guerra è membro). Perciò i brevi capitoli danzano continuamente tra intuizioni futuriste di Marinetti e altri futuristi storici e parole significative di molta psicologia e psicanalisi contemporanea: da Freud a Lacan a Fromm e lo stesso Delouze, fino a Tehilard de Chardin.
Un'opera complessa e suggestiva questa di Guerra, la quarta complessiva dedicata al futurismo dopo "Marinetti" e il "Duemila e L'Immaginario Futurista" (Schifanoia Edizioni) e la più recente "Futurismo Manifesti Scientifici" (Este Edition, 2008, libri on line).
Prefazione di Lamberto Donegà, da anni teorico e divulgatore di critica letteraria postpsicanalitica.

lunedì 20 aprile 2009

FUTURISMO POST2009


TELESTENSE FERRARA

Ha visto la luce ufficialmente il 20 febbraio 1909 con la pubblicazione su Le Figaro, quotidiano parigino, del manifesto firmato da Filippo Tommaso Marinetti. Ma il futurismo è ancora vivo e vitale: questo il messaggio che hanno voluto lanciare, ieri sera, i partecipanti alla festa futurista organizzata alla sala Estense dall’associazione Ferrara Video e Arte in collaborazione con il gruppo FTM Azione futurista. Tra gli ospiti c’era proprio Graziano Cecchini, leader di azione futurista, capace di rilanciare lo spirito futurista e riportarlo all’attenzione dei media con l’ormai celebre blitz alla fontana di Trevi, la cui acqua fu colorata di rosso sangue, nel 2007, tra lo stupore dei turisti e degli stessi romani. L’evento ferrarese è cominciato alle 18 e si è concluso alle 23, tra dibattiti e proiezione di video. Il futurismo è stato una delle correnti artistiche più influenti del ‘900: si espresse nella letteratura e ancor più nelle arti figurative, con personaggi di primo piano come Fortunato Depero, Umberto Boccioni, Giacomo Balla. Oggi ha assunto forme nuove, dal cyberpunk – corrente artistica nata nel grande bacino della scrittura di fantascienza - alla video arte. Tra gli artisti presenti ieri sera a Ferrara c’erano nomi di rilievo nazionale come Rosso Trevi, Antonio Fiore, Riccardo Campa, e anche autori ferraresi che sul futurismo continuano a scommettere come Roberto Guerra. Il futurismo mantiene la propria capacità propositiva, ma ha forse superato quella fiducia incondizionata nel progresso e nell’innovazione tecnologica che caratterizzava le prime teorizzazioni di Marinetti.

FUTURISTI CONTEMPORANEI


«Futurismo Live», ci sarà anche Paolo Ruffilli
la Nuova Ferrara — 08 febbraio 2009 pagina 29 sezione: CULTURA E SPETTACOLI
FERRARA. Lo scrittore Paolo Ruffilli sarà uno dei protagonisti di “Futurismo Live”, vale a dire la manifestazione organizzata per celebrare il centenario del Futurismo, che si svolgerà a Ferrara nell’ineluttabile data del 20 febbraio. L’evento sarà curato da Roby Guerra, Alessio Brugnoli, Lamberto Donegà assieme all’Associazione Ferrara Video&Arte, presieduta da Vitaliano Teti dell’Università di Ferrara. Ruffilli è uno tra i principali poeti e scrittori contemporanei, che già diverse volte è stato ospite della nostra città, lo ricordiamo recentemente invitato dalla Società Dante Alighieri per presentare il suo ultimo lavoro: “Le Stanze dell’Acqua” (Marsilio editore, 2008). Con lui abbiamo parlato di futurismo. Lei ha dichiarato recentemente a Ferrara, che le sue ossessioni sono una malattia creativa, cosa significa? « Io scrivo sempre e solo andando dietro alle mie ossessioni. Nel caso particolare, l’ossessione della perdita della libertà. L’ossessione trova sfogo solo nella creatività. La creatività organizza l’ossessione in una forma sublime, in una partitura musicale che può essere opera d’arte oppure no, ma intanto è liberatoria». Qual è oggi lo Specchio delle neoavanguardie, ricordando l’era di Zanzotto (Gruppo 63 o 70) dalle quali, forse, proviene? «Sì, naturalmente, vengo dalle esperienze del Gruppo’63 e di Zanzotto, ma non solo. Anche dalle avanguardie del principio del novecento e dai loro sviluppi a cavallo delle due guerre. Come si fa a non venire da lì? Anche negandolo, si verrebbe comunque da lì. Comunque vengo dall’esperienza di ogni avanguardia, che ci insegna la necessità della ricerca e dell’esperimento». L’archetipo futurista, in quest’anno di celebrazioni, è ancora dinamico o solo un “The End” paradossale? «Un movimento carico di energie come il futurismo continua a dettare stimoli ben oltre il secolo che andiamo a celebrare. Certo, tutto intanto si sviluppa e si modifica... per forza! Solo ciò che si trasforma può continuare. Ma la spinta è ancora forte. Perciò ho aderito al centenario di Ferrara, curato - ed è forse l’unico evento- da futuristi attivi e contemporanei, come il vostro Roberto Guerra». Vincenzo Iannuzzo