domenica 6 giugno 2021

L' Evola dadaista italiano di Vitaldo Conte (Intervista)


 
 
Intervista a Vitaldo Conte su Julius Evola
di Roby Guerra

 Vitaldo Conte, Julius Evola (Vita Arte Poesia Eros come Pensiero e Virus), Tiemme Edizioni Digitali, 2021


D- Il controverso Julius Evola, come evidenzi nel tuo saggio, è il principale artista dadaista italiano e non solo... In sintesi, se la sua rivalutazione è ancora ardua, quali potrebbero essere oggi le possibili insidie in Italia?
Evola, principale e autorevole artista del Dadaismo italiano, risulta oggi una connotazione non più contestabile. Questa considerazione ha determinato forse che il suo lavoro artistico raggiungesse, in recenti aste, valutazioni ragguardevoli. Ciò ha costituito un elemento indubbiamente positivo per la sua completa rivalutazione. Ma, nel contempo, noto che si sta sviluppando intorno alla sua figura un interesse non sempre determinato da competenze specifiche: sintomatico, al riguardo, l'affiorare di diversi falsi, "proposti" come sue presunte opere. È bene ricordare che Evola non ha espresso molte opere d'arte.

D- Tu sei stato il curatore di una importante mostra sull'arte di Julius Evola a Reggio Calabra, nel 2005, il cui testo introduttivo è attraversato in questo tuo saggio. Puoi parlarci del clima in cui si è svolta la tua iniziativa?
'Julius Evola: Arte come Alchimia, mistica, biografia' è il titolo dell'esposizione che ho curato sul lavoro artistico (con documentazione) di Julius Evola a Reggio Calabria (Castello Aragonese) nel 2005-06. La mostra e l'annesso convegno hanno costituito per me, in quel momento, un'attendibile cartina di tornasole sulla "situazione" di questo autore. I suoi accostamenti di pensiero "controcorrente" hanno contribuito, infatti, a problematizzare l'iniziativa, attraverso un certo ostracismo da parte della stampa e una sotterranea volontà di occultamento "a tutto campo". Mentre riscuoteva un notevole successo di pubblico.

D- Nei dibattiti attuali c'è una singolare convergenza tra i radical chic ideologici di sinistra e i radical choc (verso o contro il futuro) di una certa destra (come quella del tradizionalismo cattolico che citi nel saggio). Evola quindi è una realtà artistica e antifilosofica inclassificabile, come poi tutti i grandi. Per questo la politica è solo trash storico e metastorico?
L'Evola-pensiero diviene oggi, talvolta, un virus: di contagio o di opposizione per battaglie ideologiche precostituite. Julius, che viene spesso "tirato per la giacca" da qualcuno per propri interessi, è da proteggere oggi dalle nuove infiltrazioni radical chic e radical choc. Queste si concretizzano attraverso motivazioni ideologiche e opportunità di commercializzazioni varie.

D- L'Evola erotico del tuo racconto Il quadro segreto (1970), pubblicato nell'antologia (sulla sua vita romanzata) Il ritorno del Barone immaginario (Idrovolante Ed., 2021), può esprimere una continuità con la tua teorizzazione sul Porno-Futurismo?
L'Eros come il Porno può divenire una possibilità di narrazione immaginale-fantastica, liberandosi dall'imperativo di dover suscitare consumistiche eccitazioni. Le sue figurazioni desideranti possono incarnare mistiche d'amore. Le letture di Evola verso queste tematiche mi hanno molto intrigato. Ho trovato seducente la sua estrema Ballata in rosso, espressa come poesia. I suoi tre nudi dipinti (negli anni 1960-70) possono essere "letti" come manifesti visivi delle peculiarità del femminile nell'esperienza alchemica della Metafisica del sesso, il suo famoso libro del 1958. Ho presentato queste espressioni di Evola nell'esposizione Eros Parola d'Arte attraverso poster, lettere e documentazione, a Lecce (Biblioteca Prov.le 'Bernardini') nel 2010.