giovedì 15 settembre 2022

Moana Pozzi (15 9-1994-2022 anniversario)

*Photo di repertorio, eBook cover V. Conte


......L'AUTUNNO FATALE DELLA PORNOSTELLA MOANA POZZI di Roby Guerra

Il 15 settembre 1994, quasi all'improvviso (pochi lo sapevano) moriva Moana Pozzi , sex simbol dell'Italia del secondo novecento, capace nell'Immaginario erotico e sociale di superare anche magari Lucrezia Borgia e Edwige Fenech, la stessa Stefania Sandrelli (al di là di evidenti differenze iconiche e contestuali).

Fu una fine estate particolarmente fresca quel "94: Moana gravemente ammalata e ricoverata segretamente a Lione, secondo la leggenda cadde come le prime foglie premature ungarettiane, leggendo Sant'Agostino, sorta di specchio in certo senso della prima porno star italiana capace di bucare i media con autorevolezza ineguagliata. E civettò con l'Autunno dietro la porta…chiudendo le ciglia per sempre.

Ad un certo punto, infatti, dopo anni di scandali, provocazioni, film a luci rosse mai visti in Italia, ovvio supertrash ma con un "non so che" archetipico, poi decisivo per la percezione diversa di Moana, la prima dama dell'erotismo moderno italiano divenne quasi ospite fissa persino della Tv pubblica, invitata a dibattiti e talk show (anche seri): un rara breccia controculturale… (a costo di scandalizzare i puristi) nei copioni canovacci convenzionali, monodimensionali, bianco o nero, manichei, dei salotti nazionali; finalmente una TV o uno schermo… a tinte forti multicolori.


Valentine de Saint Point (futurista e autrice de il Manifesto della Lussuria), Anna Kulisioff, le stesse Rosa Luxemburg, Marilyn Monroe, Brigitte Bardot, eccetera probabilmente l'avrebbero apprezzata, come appunto, quasi la famiglia stessa media italiana negli ultimi anni: in Televisione o sui media e giornali, nelle interviste, Moana, stupiva per la naturalezza sincerissima, genetica e fluida come magari il fiume classico di Eraclito trasformato in sorgente femmina inesauribile..

Una parola geneticamente erotica e sensuale quella di Moana, ben poco ocalinghevole (magari alla Marini, ma nulla di male dopo il duemila, anzi), persino intelligente e d'avanguardia: piaccia o meno Moana nelle parole e nella vita (ma anche nei film porno naturalmente tra gli intersttzi e certi witz in lei riflessi, al di là delle trame e dei soggetti prevedibili) era una donna-femmmina-bambola-pornostella libera!


Per la rivoluzione femminile e femminista del novecento, anzi ben più autentica, credibile ed efficace Moana di tante ciarle e parodie di illustri sindacaliste… del movimento delle donne stesso: più di quest'ultimo Moana ha probabilmente mutato i costumi e la percezione della sessualità in Italia, un poco come Marylin Monroe e Brigitte Bardot o la stessa Mary Quant delle minigonne. A zig zag le vie e le civetterie della rivoluzione, parola femminile, non sempre a suo agio quando comparata con modelli maschili…

Oggi, ragazze stupende (e anche carine) di 18 anni le fanno il verso quantomeno nel look, un progresso in Italia, checchè ne dicano certi bacchettoni eterni teocratici o laici.

Persino nella finzione Moana Pozzi amava trasparentemente l'erotismo e la sessualità! Come una rosa postmoderna, fuggita dalle solite serre o vasi o giardini, emanava nel Bel Paese profumi di rivoluzione appunto sessuale: viva anche nella fiction del cinema , realtà virtuale ante litteram, insomma una futuristica precorritrice, come una Vestale o Sibilla ma dionisiaca, come una Geisha ma occidentale, la stessa Innnocenza provocatoria di memoria dannunziana…

Tra le sante fasulle e bambole libertarie-edonistiche come Moana (non solo boutade le sue simpatie ricambiate radicali) , persino Goethe "parte di quella forza il male (il peccato..) che sempre crea il bene, o Nietszche (una nuova Lou Salomé avrebbe osato…. ), nel sublime e arduo miracolo della Vita – e della natura umana per sua essenza paradossale e contradditoria, salvo eccezioni appunto beate e rarissime, le avrebbero chiesto sia la mano sia: "da quale pianeta è caduta sulla Terra?"

In fine estate del 1994, Moana, consapevole della malattia fatale, ancora nel fiore del piacere e della Bellezza (e della fama persino seria!), leggendo Sant'Agostino, secondo le leggende temeva l'Autunno incombente preludio dell 'Inverno: l'ha beffato di pochi secondi luce, durante la luna piena, cara anche ad un'altra figura immaginale a lei affine , la Lilith luna nera, seconda luna di certa tradizione ebraica ( e secondo ques

t'ultima ..prima la ribelle e sensuale Lilith  che la "melomane…" Eva).

Moana…. ha preso…il toro per le corna, chiuso gli occhi per sempre, dribblando, Lei donna del duemila, il suo Autunno del Medioevo pronto metaforicamente a .. bruciarla!

E Moana a quel suo 'Autunno Inquisitore imprevisto e prematuro, senza scampo, dalle parti di Rennes-les Chateau, a Lione, dove forse fuggì una certa Maria Maddalena, il suo Sacro Graal moderno, intriso di tutto il mistero dell'Eros, l'ha negato!

E' stata (e da allora anche prima stella indiscussa luminosa dell' Immaginario erotico italiano), invece, la prima foglia ungarettiana di quell'Autunno 1994.



sabato 10 settembre 2022

Angelo Giubileo blog, Transumanesimo Italiano e Transumanesimo della Vita Quotidiana

*2018 e 2019, segnalazioni  R. Guerra e Zoltan Istvan

PER UNA SCIENZA SOCIALE DEL XXI SECOLO

… Se certi umanistici tradizionalisti e ecologistici fossero vissuti ai tempi di Neandertal, con una iperbole, non si sarebbe scoperto il fuoco … Qualsiasi antivirus o principio di precauzione, ha senso mai a priori in genere, ma solo nel divenire della libera ricerca scientifica … Se le "scimmie" gestiranno (come avviene già … e si vede osservando la schizofrenia sociale oggi prevalente e il sintomo conclamato della ben nota crisi contemporanea), il postumano nascente e la nuova società informatizzata …, allora le nuove tecnologie genereranno 2084 … o il New Brave World. Il transumanesimo –inteso in senso culturale e sociale …, al contrario indica scenari alternativi desideranti e rivoluzionari: neppure è in contrasto per forza con la Tradizione …: un certo T. de Chardin, considerato dalla netgeneration un profeta della Rete indica la sintesi …

(Tratto da: R. Guerra, Il Transumanesimo Italiano. Una nuova scienza sociale del XXI secolo, Asino Rosso-Street Lib 2018)



POLVERE DI STELLE

… Certamente, la sfida con tale progresso è la domanda se ci stiamo lasciando alle spalle la nostra umanità. E' una bella domanda!

Tuttavia, non dovremmo dimenticare che la nostra sensazione di esseri umani è in definitiva basata su milioni di anni di evoluzione. Alla fine, piaccia o no, siamo ancora polvere di stelle da milioni di anni fa, e non solo da esseri umani biologici. Forse nel profondo, l'essenza del nostro essere e il cablaggio del nostro cervello comprendono che in un modo spirituale non possiamo ancora capire razionalmente. Dopo tutto, il nostro patrimonio evolutivo è la pietra angolare del perché gli esseri umani sono ciò che sono: i mammiferi che stanno diventando essenzialmente dei.

Qualunque cosa accada, lungo il modo in cui gli umani e le loro tecnologie avanzate creeranno percorsi e progetti del nostro universo che ci trasformano in altre entità, in esseri transumani. Siamo alle porte di un nuovo mondo e sperimentiamo; e la ciotola del pugno transumanista è solo la nostra prima bevanda del futuro.

(Tratto da: Zoltan Istvan, Are you ready for the future of transhumanism?,  in AA.VV., T-Day. Transumanesimo della vita quotidiana, a cura di R. Guerra e P. Bruni, Armando editore)


giovedì 18 agosto 2022

C'era una volta Futurology... Marinetti, il 2000 e l'Immaginario Futurista di R. Guerra (2013)


"

L'immaginario Futurista - Marinetti e il 2000, di Roberto Guerra

Creato il 10 marzo 2013 da Estropico

Di recente mi sento immotivatamente generoso nei confronti dei nostri cugini aittini... ;-) Dopo quella a Campa, ora faccio una pubblicita' a Roberto Guerra, futurista, transumanista, poeta ed ex guest-blogger di Estropico. Dalla recensione di Ugo Spezza del suo L'immaginario Futurista - Marinetti e il 2000: "Quando la tecnologia iniziava a produrre le sue prime realizzazioni di massa come l'automobile, il treno e l'aereo vi fu chi all'epoca riuscì a vedere oltre il puro utilitarismo del mezzo meccanico. Così, in modo transcendentale, lo elevò a poesia, ad arte, a pittura, o meglio ad aero-pittura. Questi furono i futuristi, fondatori di un movimento definito di "avanguardia" che realizzò una vera e propria mutazione genetica nell'arte, nella letteratura, nella musica, nel teatro. L'adorazione per (le allora) nuovissime ideazioni della tecnologia raggiunge l'estasi... Leggi tutto, su Futurology.


Nota di Roby Guerra


Nell'ormai lontano 2013, questo importante post di Estropico..... (il primo divulgatore del Transumanesimo in Italia, dal 2000!) testimonia la grande recensione di due nostri libri del duemila...ai tempi di Futurismo Oggi, la rivista di Roma di Enzo Benedetto Record, i primi saggi esplicitamente dedicati al futurismo e Marinetti, alla luce degli anni 2000... In Estropico e poi il network... Paperblog purtroppo solo un estratto, rimandando al link originale la lettura integrale del testo.

Alcuni anni fa, purtroppo Ugo Spezza, futurologo e informatico chiuse il suo  sito, all'epoca all'avanguardia tecnologica e transumanista (ricordo numerosi saggi e segnalazioni, anche di N. Bostrom e Riccardo Campa...).

Spezza iniziava con un incipit sul Futurismo e poi la sua affascinante e gratificante doppia recensione con tanto di citazioni....Soprattutto individuava in quei testi insospettati, Internet ancora non esisteva quando furono da noi scritti e pubblicati, Schifanoia Editore (Marinetti e il 2000, poi in Divenire 3 Futurismo /autori vari nel 2009 per il centenario...), una significativa anticipazione  proprio di Internet e del mondo della Rete (naturalmente con, altrove molti altri  autori ben più noti del sottoscritto), naturalmente prima di facebook e i socialnetwork, quando Internet era libera e tecnoanarchica....



martedì 9 agosto 2022

eBook Futurismo e Fantascienza , di Roberto Guerra ...by .Pensa Libero



 

Da anni, oltre che poeta e saggista, il futurista Roberto (o Roby) Guerra di/da Ferrara, ha edito anche lavori di fantascienza, con riscontri su Futur Shock 

Fantascienza com e la Zona Morta (su David Bowie, i Robot di Asimov, e i più letterari Le Muse Impudenti (con Riccardo Roversi e L. Olivencia) e Space Mammy (biografico su ricordi d'infanzia)..

Nel suo recente saggio, cover del noto illustratore Dino Marsan, indica una lettura  più semplice e pop popolare di questo genere letterario che ormai si confonde con la letteratura in certo senso più realistica  del nostro tempo, soprattutto dopo le crisi del Covid e della guerra in corso in Ucraina…

Soprattutto, formalmente relativizza le ultime ondate cyberpunk e postcyberpunk (creative  ma con  un eccesso di sottomenu che assomigliano a un paradossale riduzionismo specialistico, dove il valore simbolico e segnico della science fiction in sè tende a obliarsi, verso paradossali neoaccademie manieriste. 

Nello specifico del mondo delle Idee, strana la storia percepita della fantascienza:  visionaria utopica in certi precursori (Verne, Salgari ecc…), pop nei tempi moderni e nella stagione originaria (primo novecento delle Fanzine  e di Asimov), poi espressione ideologica della fu Guerra Fredda o alla Orwell delle distopie sociali prossimo venture (ciòè …oggi…), negli anni 50 e 60, magari dopo e con la penna di Philip K. Dick, controcultura e possibile fantastico vero progressista…. Tutte definizioni secondo l'autore riduttive… in ottiche frammentarie.

Di verosimile resterebbero la "natura" pop di fare fantascienza, dove cercare sistematicamente possibili orizzonti di vero progressismo immaginario, se esistesse ancora qualche ipotesi attendibile in tal senso e non meramente reificata e non credibile.

In tal senso, con una esplorazione dichiaratamente soggettiva, da Asimov a persino la fantascienza diretta dei vari William Gibson, Robert Sawyer,, fino a certo suo "picco trend segnico" più recente (La fantascienza postumana del futurologo stesso americano Zoltan Istvan e altri), finanche registi come Tim Burton, Stanley Kubrick, musicisti e attori spaziali come David Bowie oppure i Kratwerk, fino a certi  autori contemporanei italiani, quali Sandro Battisti, J.F. Casalini  (e altri)  nel meno oggi impossibile di certa Sinistra (che però sembra persino oggi un neologismo!) si celano input per Futuri libertari e democratici.  Vu du Droyte, questo immaginario, secondo l'autore interessante ma non ottimizzato, esiste già, la stessa cosiddetta fantascienza americana "classica" della già citata stagione della guerra fredda… Un approccio, quindi non ideologico…  

--Tiemme Digitali *

martedì 26 luglio 2022

La Zona Morta, Rivista doc di fantasy e fantascienza in Italia segnala la fantascienza di Roby Guerra




http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=66869

  • by Davide Longoni curatore de La Zona Morta
  • cover di Dino Marsan

Parliamo di FANTASCIENZA E FUTURISMO di Roberto Guerra (Tiemme Digitali, luglio 2022): "due parole sul titolo di questa esplorazione, d'ispirazione futurista a dir la verità, ci pare, relativamente semplici. La cosiddetta Science Fiction moderna (al di là di precursori ottocenteschi e nei secoli precedenti) o Fantascienza "nacque" nel Novecento ufficialmente come nuova cultura popolare e simultaneamente d'avanguardia, rivolta al futuro in modalità diverse", dice l'autore, che prosegue così: "Poi, magari, anche con il senno di poi, via via si é sempre più rivelata in cifre d'avanguardia, in particolare a fine Novecento e dal Duemila, nel bene e nel male cosiddetti.

Dal bene con un sempre più divenire della fantascienza in fanta-scienza come futurologia possibile, oltre l'utopia e la dimensione estetica come Realtà simbolica e segnica…

Nel male, a volte, con la regressione di una letteratura creativa in accademie (scrittori e critici) off topic… e solo cerebrali, la Parola rinormalizzata…

Perciò, l'archetipo futurista e pop che "evochiamo", nei fatti caratterizza sempre la fantascienza, oltre gli ovvi "sottomenu" che stagionalmente e tutt'oggi la evidenziano: rivelando anche sguardi che oggi risultano spesso sistemici o "globali", "leggeri" nelle migliori ipotesi, la non frequente profondità della superficie, con forti connessioni psicologiche collettive, alla Jung e in tal senso filosofiche e appunto Marinetti e il Futurismo.

Certamente, anche se ancora provocatorio, la vera letteratura del nostro tempo, anche in tempi tragici come quelli attuali, dopo il Covid e la crisi bellica, dove gli orizzonti futuribili o futuri sembrano almeno ibernati… o persino (apparentemente) perduti o obliati.

La nostra infine spera di essere almeno una minima, "casuale", non analitica e parzialissima esplorazione Science Fiction aperta ed eclettica, attraversando, puro percorso soggettivo, alcuni nomi celebri anche contemporanei, alcuni nomi recenti o nuovi della cosiddetta Fantascienza italiana, artisti della musica e del cinema fantafuturistici, un semplice input critico.

Nella percezione stessa che nel divenire la fantascienza sembra persino anche il vero realismo squisitamente simbolico del nostro tempo stesso e del futuro prossimo o remoto.

In un'ottica sempre nel gioco linguistico specifico essenzialmente letterario…", conclude Roberto Guerra.

Nell'e-book in evidenza nei vari capitoli troverete: Marinetti, il Futurismo, Isaac Asimov, Curt Siodmak, Brian W. Aldiss, Stanley Kubrick, James Cameron, Mars Attacks!/Tim Burton, William Gibson, Michael Niemi, Robert Sawyer, S. Yosuke, Sandro Battisti, Vitaldo Conte, J.C. Casalini, Fabrizio Ulivieri, D. Grandi, Maurizio Ganzaroli, U. Spezza, I. Bruno,  Dino Marsan, Carlo Rambaldi, M. Nigro, Flammarion, Jules Verne, L. Cicogna, P. Mantegazza, Emilio Salgari, David Bowie, Kraftwerk, Devo… e tanto tanto altro.

Buona lettura.

A cura della redazione


lunedì 27 giugno 2022

Roberto Guerra: FUTURISMO FANTASCIENZA (cover di Dino Marsan)

  Fantascienza e Futurismo (Tiemme Digitali-TED), 2022
*Anche in EPUB IN ALTRE librerie store

Soltanto "recentemente" diversi critici hanno riscoperto certa matrice futurista anche nella science-fiction. In effetti, in parecchi lampi intuizionistici e già pop, Marinetti e i futuristi "intravedono" certa evoluzione culturale, scientifica e sociale sfociata, poi, nella fantascienza e nella cosiddetta futurologia contemporanea. In questo ebook, Roberto Guerra, futurista del Duemila, ha raccolto suoi contributi critici sulla fantascienza internazionale e italiana, recente e meno recente. Riccardo Roversi

Nuovo libro elettronico del futurista ferrarese Roby o Roberto Guerra, tra gli ultimi futuristi, diversi libri per Armando Editore sulla scena nazionale, ecc. In questo libro una analisi del Futurismo Storico come archetipo della moderna fantascienza e del futuribile contemporaneo. Nello specifico capitoli su Marinetti e i Futuristi,  precursori (Flammarion, ecc.),scrittori di Sci Fi  storici da Isaac Asimov a William Gibson e Robert Sawier, ecc., i cineasti o musicisti "elettronici"  Kubrick, Kraftwerk, ecc., i futuristi contemporanei Vitaldo Conte e Sandro Battisti, gli italiani J.C. Casalini, F. Ulivieri,  M. Nigro, U. Spezza, D. Grandi, M. Ganzaroli , I. Bruno, gli stessi ,indirettamente ben noti nella storia della fantascienza, Carlo Rambaldi e l'illustratore (tra l'altro) Dino Marsan.  
 
 

giovedì 9 giugno 2022

Kraftwerk Remixes 2022, recensione

di Roby Guerra


Magari i fans speravano in un nuovo album  finalmente di inediti: ma poco importa, magari finalmente nei prossimi ultimi anni.... Perchè questo Kraftwerk 2022, Remixes, in realtà, sembra nuovo di zecco, sebbene appunto, con robotica corenza techno alla Warhol...

Quasi tutti brani originali di decenni fa, downloadati, riformattati, in straordinario stile futurista e transumanista invero, come appunto, nonostante, ovvie somiglianze.

Tranne la perfetta Non Stop, rielaborazione di un originare trailer a suo tempo di 30 secondi, presentato a MTV e certa evocazione della stessa Musique Non Stop.

Ora nei fatti sembra è un brano mai edito! E idem i brani specifici, The Robots... e altri  in nuove versioni.

Deliziosa ...suite e antisuite... i  DJ famosi replicanti che hanno downloadato  altri hit dei Kraftwerk e in più versioni... a volte solo semiriconoscibili dagli originali...

Insomma, i Kraftwerk, restano sempre all'avenguardia, anche quando non fanno dischi nuovi!

Ed è una ennesima lezione futurista all'intera musica contemporanea, tra quella purista originaria, (sempre i soliti Stockhausen, Satie, Varese ecc e quella già pop della musica elettronica dagli anni 70....

Quella cosmica tedesca con già i Kraftwerk protagonisti (Tangerine Dream, Klaus Schulze..), J. Jarre (francese) fino al rock elettronico, si diceva new wave di Ultravox e John Fox, Gary Numan, poi Depeche Mode, fino a Orbital e Daft Punk, Air soprattutto.

Gli stessi Davide Bowie, Brian Eno, Devo..

Dove non ha più senso, in certo senso, e soprattutto per merito futuribile dei Kraftwerk, discernere tra Stockhausen.. la versione pop o tecnopop...

Una Lezione Futurista, naturalmente,  a quel che poi si è sentito e visto nel divenire (tranne eccezioni, non a caso spesso proprio i replicanti D.J. dei Kraftwerk in questo  Remixes 2022...) la superalienata  e manierista ondata house, ambient, tecno stessa, nonostante l'evoluzione di Internet.

Un panorama quasi desolato, nonostante le apparenze, di evoluzione stessa  del suono sogno elettronico..

Ci ripetiamo, ma Remixes 2022 sembra il nuovo LP come si diceva nel vero Futuro.., dei Kraftwerk, creato in questi mesi...


 https://www.amazon.de/Remixes-2-CD-Softpack-Kraftwerk/dp/B09QFDYT8P?tag=musikexpress-21


sabato 4 giugno 2022

Manifesto Futurista x la Pace (ebook Asino Rosso)

 
 

Manifesto Futurista x la Pace: libri Asino Rosso Formato Kindle

di ROBY GUERRA (Autore)





sabato 21 maggio 2022

Dinaminismo Poetico, il manifesto futurista x la pace di Roby Guerra

 


Riceviamo e pubblichiamo un estratto dell'ultimo manifesto per la pace, redatto da Roby Guerra; scrittore e critico futurista:

… I popoli, le nuove generazioni, i cosiddetti pacifisti, si ribellino prima della nuova relativa apocalisse.

I giovani, soprattutto, contro un mondo folle, s'incazzino, terminare i Politici!

E persino gli eserciti nazionali, anche in Usa e in Russia, disertino, mettete i neuroni nei vostri fiori e cannoni!

Dalla Follia alla Diserzione al Potere.

Dai Media e in ogni settore del mondo reale e anche virtuale su Internet, occasione unica la Rete ancheper tornare sè stessa come s'immaginava alle origini.

Un pensiero "all' unisono" rivoluzionario  e sempre diverso,  contro la Follia al Potere.

Che la Pace diventi la sola " scienza terapia del mondo" come per il Covid!

Detto da un futurista, oggi è tempo di Pace scientifica assoluta!

Continua su: ASINOROSSO FERRARA

*Immagine postata dalla redazione del blog e liberamente tratta da: https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=1&lang=it

https://www.dinanimismopoetico.it/2022/05/21/futurismo-2022-roberto-guerra-un-manifesto-per-la-pace-e-contro-il-politicamente-corretto/?fbclid=IwAR2KRJjIQsgxLztxMQAvXzbM2iiat36TwSGpCkUqptV7op5KLD5RvzBu4qA

giovedì 12 maggio 2022

Il Futurismo Eterno e Progressista di Riccardo Campa (intervista)

 

Tutto il potere ai cyborg! Pillole di futurismo (1993-2019) (Italian Edition) di Riccardo Campa (2022)

a cura di Roberto Guerra

Nuovo libro per Riccardo Campa, pubblicato  (Orbas Idearum, Polonia) leader futurista e transumanista, mirato sul Futurismo, florilegio soggettivo dagli anni novanta ad oggi. Campa, da molti anni Docente alla Jagellonica di Cracovia (Polonia), brevemente, parafrasando in senso letteralmente opposto lo stesso Eco (le sue teorie sul fascismo eterno), conferma il valore archetipico "eterno" del Futurismo,  evidenziando,  gli inevitabili limiti obsoleti del futurismo storico. In primis il futurismo interventista (e visti i tempi fondamentale), quello ambiguo politico e sulle donne; per lo specifico transumanista, le tante disinformazioni che inquinano il web- E pagine ,...dedicate  al Futurista Roberto Guerra (spesso sinergico con i futuristi transumanisti di Campa) e al centenario futurista di Ferrara del 2009, a cura di R. Guerra, Sylvia Forty e Vitaliano Teti-Ferrara Video Arte, segnalato a suo tempo da Rai 2.

Intervista a Riccardo Campa

RG: Dopo il Trattato di filosofia futurista, nuovo contributo alla causa del futurismo…

RC: Nel 2012 ho pubblicato il Trattato di filosofia futurista, un libro piuttosto denso sui fondamenti filosofici del movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti. Il Trattato è un lavoro organico, sistematico, storiografico, volto a comprendere, analizzare, ricostruire la filosofia del Futurismo storico, attivo nella prima metà del Novecento. Al contrario, gli scritti raccolti in Tutto il potere ai cyborg! non hanno soltanto una valenza analitico-descrittiva, ma anche assio-normativa. Lo scopo di questi scritti non è soltanto quello di interpretare e ricostruire il Futurismo di Marinetti e dei suoi sodali, ma anche e soprattutto di riattivarlo e attualizzarlo

RG: Nel libro sono inclusi scritti che risalgono a trent'anni fa. Un tempo biblico, nell'era della tecnoscienza…

RC: Ho avvertito la necessità di fare spazio anche agli scritti acerbi della gioventù, per rimarcare che non faccio parte di quella schiera di critici occasionali che si sono avvicinati alla tematica futurista di recente. Quelli, per intenderci, che sono stati risucchiati dall'onda mediatica prodotta dal Centenario nel 2009, o magari dalla mostra Italian Futurism, 1909–1944: Reconstructing the Universe, organizzata dal museo Guggenheim nel 2014. Un evento, quello di New York, che ha definitivamente consacrato il movimento futurista come fenomeno culturale a livello planetario. VaSia chiaro che sono benvenuti anche gli interessamenti occasionali dei critici e le performance degli artisti che, di norma, si occupano di tutt'altro. Da un interessamento occasionale può, in fondo, nascere anche un amore duraturo. E non è mai troppo tardi per innamorarsi di un'idea. Non tutti sanno, però, che nel passato non era facile farsi vessilliferi di quest'idea. Per decenni, dopo la morte di Marinetti, i futuristi sono stati visti come animali strani. Agli occhi dei più, i più anziani apparivano come dei "sopravvissuti" e i giovani come dei "folli".

Perché riaprire un capitolo chiuso? Perché gettarsi come kamikazein un vicolo cieco? Perché non cercare un posto comodo e fruttifero nelle caselle già predisposte dal mercato della cultura? La spiegazione più semplice e onesta è, probabilmente, la nostalgia(nel caso degli anziani) e l'incoscienza (nel caso dei giovani). Tuttavia, dietro entrambi gli atteggiamenti, resta il retroterra della ribellione. I futuristi – per definizione e vocazione – se ne infischiano della critica, delle mode, dei compilatori di manuali. I futuristi sono geneticamente anticonformisti. Sono un'avanguardia anche quando sembrano una retroguardia. Ogni loro gesto vuole dimostrare al mondo che non sono marionette manovrate, ingranaggi di un sistema. Perciò, si sono detti "futuristi" anche quando questa professione di fede non faceva altro che esporli alle insistenti, indebite e noiosissime accuse di cripto-fascismo, all'indifferenza generale, o ai sorrisi saccenti degli "esperti". Se si tiene conto di questo quadro, non è difficile comprendere il motivo per cui i futuristi autentici fanno ora il possibile per distinguersi dagli epigoni di passaggio e dagli studiosi occasionali del fenomeno, mostrando prove della propria adesione al Futurismo in tempi non sospetti.

 RG: Il Futurismo è presentato come precursore del "transumanesimo", parola questa che ad alcuni fa paura. Ma il Futurismo fu movimento libertario, anarcoide, mentre alcuni associano il transumanesimo al controllo sociale ai QR code. Tempo di chiarire?

RC: Il transumanesimo di cui parlo io non ha nulla a che fare con il transumanesimo immaginario di tante teorie del complotto. Purtroppo, la parola "transumanesimo" viene oggi impropriamente utilizzata per denominare il controllo digitale e biopolitico imposto dalle élite tecnocratiche e globaliste ai popoli del mondo. Potremmo fare mille esempi di quest'uso distorto del termine. L'uso è improprio perché, da un lato, i sostenitori del globalismo tecnocratico non si sono mai detti "transumanisti" e, dall'altro, coloro che si definiscono esplicitamente transumanisti sposano una pluralità di posizioni politiche delle quali ben poche compatibili con il suddetto progetto.