venerdì 21 marzo 2014

Transumanesimo contro l'estrema destra


Non abbiamo bisogno di stati etici ma di stati macchina che risolvono i problemi.
I problemi eventuali sociali in un regime antiproibizionista sono individuali e ne rispondono eventualmente le persone ecc.,. Ogni stato etico è reazionario. Essere proibizionisti oggi alla luce della scienza, quella vera, e del Reale Criminale che sfrutta il proibizionismo significa essere complici della criminalità che neppure deve fare gli spot per la sua attività! Il resto sono balle e primitivismo neuronale e sinaptico. E lo dicono anche i Conservatori illuminati, vedi: http://www.ilgiornale.it/news/cultura/i-nemici-libert-saranno-spazzati-risata-scettica-980080.html
Ecco questo incipit off topic apparentemente, mai e poi mai potrebbe essere controfirmato da qualsivoglia reazionario... lo rilanciamo come icona vivente e ad futurum per chiarire definitivamente una certa querelle politica a tutta una serie di ambienti culturali e giornalistici attardati che – purtroppo- inquinano Internet e la Rete, ma a volte anche off (per fortuna quasi sempre,almeno dialettici a parte certi scenari fondamentalisti), scrivendo alcune delle più grosse balle contemporanee sul Transumanesimo cosiddetto, la nuova futurologia scientifica. In particolare chiariamo quel che i transumanisti stessi denunciano ogni tanto, ovvero certa strumentalizzazione reazionaria da parte in Italia e all'estero di -appunto- sedicenti gruppuscoli esplicitamente di estrema destra. Prima (siamo anche noi futuristi e transumanisti) ci hanno rotto le palle in Italia quelli di Casa Pound con certe velleità transumaniste inconciliabili. E sia ben chiaro, noi a suo tempo neppure li abbiamo demonizzati, alla luce di certi manifesti promettenti (pubblicizzati anche dalla stampa nazionale) e di alcuni studi, uno in particolare di un giornalista di sinistra che appunto analizzava anni fa il fenomeno con esiti sorprendenti: nessun revisionismo ma neppure li demonizzava. Poi recentemente, ma già ampi segnali regressivi da troppo tempo, CP non ha trovato di meglio che allearsi ufficialmente con in neonazisti greci di Alba Dorata (con buona pace sia di Yeats e dello stesso Ezra Pound). Ultimamente in ambito internazionale sono a quanto pare stati segnalati poi Transumanisti Monarchici e addirittura Ariani!!!
Ora questi trolls pseudoculturali danneggiano parecchio l'Immagine pubblica dei transumanisti.
Non bastavano altri grupppuscoli o pazzi solitari, più o meno new age o appunto fanatici fondamentalisti cristiani che delirano sul Transumanesimo affibbiando etichette da vero e proprio TSO: Nuovo Ordine Mondiale e via dicendo. O certa stessa stampa italiana, in avaria sinaptica e epistemologica che confonde il transumanesimo per fantascienza (peccato che Asimov e Orwell(e molti altri) spieghino meglio oggi il Reale dei loro spesso editoriali sulla cronaca politica e sociale e italiana degli ultimi decenni...) o per Scientismo ottocentesco, come se figure come Freud, Jung, Huxley, Wittgenstein, Wiener, Kuhn, Jacob, Popper, Feyerabend ( e nomi intercambiambili per la scienza del '900 stessa e contemporanea) non fossero mai esistiti; mal interpretando pure magari gli stessi Galileo, Voltaire, Lamettrie, Pascal, Leibniz, Babbage, Marx, Darwin, Comte, Sant-Simon... In Italia si sa la conoscenza sarebbe nata con Dante o Manzoni o il Gramsci  stravolto dei Bignami rossi... o Benedetto Croce o magari il conservatore (ma non banale anche se passapresentista) Fukujama per quel che riguarda il Transumanesimo, peggio ancora quel sosia del Re di Dune di G. Ferrara!!!!
Neppure serve confutare chissà quale punto e virgola: ci sono libri, blog, conferenze, soprattutto ricerche, promotori del transumanesimo nei paesi più evoluti, Usa – dove nacque, GB ecc., promotori di fama spesso internazionale, scienziati e accademici atipici (per fortuna!), pure scrittori di fantascienza (sic) certamente più celebri di qualsivoglia scrivano italico contemporaneo, ricercatori che lavorano per la Nasa e per Google, lo stesso... Google...: Minsky, Kurzweil, De Grey, Bruce Sterling, Dan Brown, e solo un “coriandolo” di un arcobaleno di nomi...
Ebbene uomini o macchine pensanti nel futuro prossimo, il Transumanesimo è essenzialmente rivoluzionario, basato esclusivamente sull' etica della conoscenza scientifica (per dirla con Huxley e Monod) e sull'estetica della conoscenza scientifica (per dirla con Natasha Vita More e altri artisti futuristi e transumanisti). Libertario, ateo e progressista, se si vuole- di Sinistra, LEFT : tuttavia non roba di estrema sinistra o veteromaterialismo... Ateo ma aperto- CHI LO DESIDERA- alla esplorazione e alla ricerca del divino, qualsiasi cosa esso sia eventualmente: ammette anche transumanisti cristiani. Ma NULLA NULLA A CHE VEDERE CON QUALSIVOGLIA NOSTALGIA REAZIONARIA O DI ESTREMA DESTRA NAZISTA O ESTREMA SINISTRA COMUNISTA TANTO PER ESSERE CHIARI SENZA SE E SENZA MA.
Eugenetica? Nulla a che vedere con certa degenerazione del primo novecento: semplicemente oggi la genetica un pochino più evoluta offre potenzialità di miglioramenti anche biologici (ma si legga non solo chissà quale potenziamento, ma alla nascita già tutta una serie di conoscenze sui nuovi umani per superare subito, dna mappa docet, predisposizioni di malattie già inferibili anche per l'età adulta ecc,).
Eccetera eccetera... poi se essenzialmente, per storia scientifica, progressista e LEFT potenzialmente almeno, grande apertura a ogni posizione democratica anche relativamente conservatrice.
TECNOCRAZIA? assolutamente no. Per una democrazia compiuta ed evoluta, basata sulla meritocrazia e la conoscenza (e l'immaginazione) scientifica: Semmai ogni transumanista lavora per estendere e favorire a tutti quanti, coloro che lo desiderano, sempre optional ogni potenziamento presente e futuro, le conquiste della scienza e della tecnologia, per una potenziale fruizione di massa, al di là dei costi in sé che potrebbero favorire se non una tecnocrazia politica una tecnocrazia finanziaria e oligarchica, una casta di superuomini. Lavorando in tal senso, come antivirus, per politiche future governative di agevolazioni alle classi meno abbienti!

Il Transumanesimo , parola stessa peraltro contingente e provvisoria, all'estero da un pezzo si parla di Humanity+, è un UMANESIMO SCIENTIFICO RADICALE, nel solco del Futurismo e della Futurologia (scientifica). Null'altro.

RobyGuerra 

 

martedì 4 marzo 2014

Futurismo e Transumanesimo recensione di Sandro Battisti

"...Ho letto Futurismo e Transumanesimo, la poetica di Internet, saggio uscito in eBook per le Edizioni La Carmelina, a cura del vulcanico e attivissimo neofuturista Roberto Guerra, che ho già segnalato qui.
Roberto esplora da tempo la galassia avanguardista dell’arte e del pensiero speculativo a essa correlato, sviscerando i molteplici punti di adesione che la realtà ha stabilito saldamente con gli insegnamenti del Futurismo di Marinetti. Lo fa guardandosi bene intorno, considerando le conoscenze attuali mediate dalla tecnologia e dalle scienze e usando un metro connettivista in cui non c’è nulla di veramente slegato, in cui tutto si amalgama per donare a chi riesce a vedere con gli occhi della propria consapevolezza un corpo coeso di informazioni, in cui l’umanità sta rapidamente mutando per donarci un futuro nuovo, un’evoluzione della nostra razza che, tramite il Transumanesimo, ci porterà verso molteplici mutazioni dei nostri organi, fisicità, potenza, che cambieranno inevitabilmente il nostro modo di pensare e di rapportarci con quello che abbiamo intorno.
Veramente tanti i punti di discussione presenti nel saggio, che toccano la psicoanalisi, Jung, la politica, i robot, la Fantascienza, la Scienza, le arti elettroniche e sperimentali in genere, la Letteratura, il Cinema; considerazioni in ordine sparso e caotico ma che tornano sempre al punto di discussione unico: la nuova umanità, la pulsione verso il futuro, il cambiamento epocale che stiamo cominciando ad attraversare. Tutto appare come l’atto di fondazione, finalmente, del Futuro, di questo nuovo futuro che fin dai tempi di Dick e del cyberpunk sentiamo teorizzare e che, finalmente, sembra essere arrivato; Guerra ci fa scivolare su questo tappeto di realtà incipienti e ci rende partecipi, c’illumina con rara lucidità il cammino che ci aspetta"  (Sandro Battisti)



Literary recensione di Gramsci e il 2000

Gramsci e il 2000. Per una sinistra italiana nell'era di Internet (La Carmelina, 2013)

Quest’accurato saggio, notevolmente spaziale quanto a cronologia (da Gramsci e fino al presente), di Roby Guerra, all’insegna d’una scrittura neofuturista, com’è nell’irrinunciabile mentalità e nel consequenziale stile dell’autore, guida ad un approfondimento sulla poliedrica attività intellettuale ed innegabilmente politica di Antonio Gramsci – Ales (OR), 1891 † Roma, 1937; membro del PSI e fondatore de L'Ordine Nuovo, 1919; fece parte dell'esecutivo dell'Internazionale Comunista, 1923;e poi, segretario e deputato del Partito Comunista d'Italia (PCdI), 1924, affrontò la questione meridionale, indirizzando la politica dei comunisti verso l'unione con i socialisti massimalisti.
Un Gramsci che proprio, ed ineludibilmente, dal precipuo punto di vista politico, viene coerentemente raffrontato con uno dei suoi più degni successori, Enrico Berlinguer (cfr. 2011 Elogio postmoderno di Enrico Berlinguer, pp. 31-32). Sardo Gramsci e sardo Berlinguer (Sassari, 25 maggio 1922 † Padova, 11 giugno 1984; segretario generale del Partito Comunista Italiano dal 1972). E poi, transitando per il comunque sempre attuale politico filosofo veneziano Massimo Cacciari (2009 Massimo Cacciari a la 7: 360° oltre la sinistra, pp. 26-27), il confronto giunge a convergere su un attuale interprete, molto gettonato protagonista della politica: Matteo Renzi. Personalità, quest’ultima, che, benché ideologicamente più centrista, è in ogni caso mossa da un piglio ugualmente rivoluzionario sul piano programmatico, se non più spregiudicato (2011 Manifesto per Matteo Renzi, pp. 33-34).
Il libro, quale produzione cartacea, edito nel giugno 2013, e segnalato dall’Istituto Gramsci di Grosseto nonché dalla Biblioteca Gramsciana di Ales, non poteva che essere posto in ristampa. È anche questa una delle motivazioni del richiamo che la presente recensione si propone come obiettivo, oltre al largo merito in sé che l’opera ha maturato, condotta con acume d’indagine e lungimiranza nell’intrinseca proposta.
L’analisi, nella sottile filigrana mentale dell’autore, potrebbe ambire inoltre a portare alla prova provata, se ce ne fosse ancora bisogno, che il nuovo futurismo, di cui Guerra ne è parte integrante e centrale nella propulsione propagandistica, può (non è, ma può, in quanto l’apertura è a trecentosessanta gradi) essere inteso addirittura in transito nell’opposta strada di ‘sinistra’, rispetto a quella cogente ‘destra’ che ne aveva intravvisto lo sviluppo del primevo movimento nel suo apicale contesto artistico ed estetico, inevitabilmente coincidente ad un’ideologia, quella fascista, logicamente agganciata alla dinamica della storia.
D’altronde è stato ben colto il teorema stimolo a tale suggestione, emergente dal pensiero di Gramsci:
«I futuristi, nel loro campo, nel campo della cultura, sono rivoluzionari; in questo campo, come opera creativa, è probabile che la classe operaia non riuscirà per molto tempo a fare di più di quanto hanno fatto i futuristi», cfr. p. 5, Premessa.
Ecco che, a parte i doverosi nomi di Marx e Marcuse e quello parzialmente pertinente di Baudrillard, altri nomi quali quello, assolutamente centrato, di Marinetti e quelli laterali, più ambigui sul piano strettamente argomentativo, di Sanguineti e Pasolini, reggono un’ampia analisi nel senso surriferito.
Il contesto della ricerca è peraltro egregiamente supportato da un’assortita quanto qualificata appendice, elaborata sulle interviste di Roby Guerra a Giuseppe Manias e Graziano Cecchini, in qualità d’opinionisti (pp. 38-42); sull’intervista, questa volta arrovesciata, di Luigi Siniscalco allo stesso Roby Guerra (pp. 46-48); e su un’eloquente nota di Zairo Ferrante (“Morte per indifferenza”. Saggio semi-para-poetico di un indifferente, pp. 43-45); a parte le dovute indicazioni di riferimento: nota curricolare sull’autore (p. 49) e bibliografia (pp. 50-51).
Chiude con eleganza ed eloquenza, futuristicamente parlando e soprattutto da autentico neofuturista, Roby Guerra, inneggiando ad una più che condivisibile rivoluzione sociale di tipo indubbiamente pacifista (2012 Lotta armata X il futurismo: i futuristi per la netgeneration / Rottamatori, antipolitici e pirati, pp. 34-35). Dimodoché l’oramai sbiadita teoria della ‘lotta cruenta’ o altrimenti ‘lotta armata’, come la si voglia definire, lascia il posto ad una molto più congeniale e gradita ‘lotta amata’, priva di quella bellicosa erre che, da Marx in poi, ha fatto tanto discutere sul piano sia teoretico sia politico.
Concetto parzialmente evidenziato nel componimento che Guerra, molto candidamente nonché poeticamente, dedica all’ideologista di Ales, a parodia de Le ceneri di Gramsci, di Pasolini (II - Micro-canto di un usignolo electro (dalla Terra Rossa, pp. 9-10).
Lasciatemi allora dire ancora una cosa. Anzi, è una domanda che voglio porre, e con essa terminare: non vi sembra che in ciò, cioè in quest’emergente idea d’un futurismo, istituzionale sì ma antipolitico, vi sia una linea di continuità con la nuova dottrina pontificale di Papa Francesco? 

Emilio Diedo

venerdì 27 dicembre 2013

2014 Il Manifesto del Futurismo download/MANIFEST 2.0 des FUTURISMUS 2014 download HEUTE

Ecco il manifesto 2.0 del futurismo contemporaneo, nei tempi nuovi postumani e transumanisti come forse lo scriverebbe Marinetti, oggi, dopo un lungo sonno crionico, al risveglio… un remix, download del celebre Manifesto de 1909.  Un gioco naturalmente, o No?
di Roby Guerra (curatore Laboratorio Letteratura Futurista, AIT), autore di “Futurismo per la Nuova Umanità. Dopo Marinetti …” per Armando Editore (Roma, 2012)
  1. Noi vogliamo cantare l’amor del futuro, la mai abitudine all’energia e alla libertà.
  2. Il coraggio, l’audacia, la ribellione, sono elementi essenziali della nostra poesia e della nostra scienza.
  3. La letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità pensosa, l’estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento creatore, l’insonnia visionaria, il passo di corsa e danza, il salto immortale, la parola- pensiero-azione!
  4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un’astronave in volo col suo metallo adorno di grandi neuroni simili a serpenti dall’alito esplosivo… un’ astronave ruggente, che sembra correre sulle comete, è più bella della  Divina Commedia di Dante e Benigni.
  5. Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita e della Via Lattea.
  6. Bisogna che il poeta e lo scienziato si prodighino con ardore, conoscenza e munificenza, per aumentare l’entusiastico fervore degli elementi primordiali e dal futuro.
  7. Non v’è più bellezza se non nella verità. Nessuna opera che non abbia un carattere rivoluzionario può essere un capolavoro. La poesia e la scienza devono essere concepite come un meraviglioso assalto contro le forze ignote, per ridurle a sognare davanti all’uomo.
  8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!… Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell’impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nella Relatività di Einstein, poiché abbiamo già creata l’eterna velocità liberatrice, Internet. Noi siamo la Rete!
  9. Noi vogliamo glorificare la Terra – sola igiene del mondo – il Futuro , il patriottismo terrestre, il gesto distruttore/costruttore dei libertari, le belle idee per cui si vive e l’opera d’arte della donna.
    10. Noi vogliamo liberare i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie, e combattere contro il moralismo, il conformismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria.
    11. Noi canteremo le grandi folle agitate dal sogno, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne e postumane; canteremo il vibrante fervore non stop dei robot e del web, incendiati da erotiche lune elettriche; le stazioni spaziali sazie, divoratrici di meteore d’oro che brillano ; le officine digitali appese alle nuvole senza fili e smog ; gli Avatar simili a ginnasti giganti che scavalcano gli oceani, balenanti al sole con un luccichio di sinapsi in libertà ; gli hackers antigravità avventurosi che fiutano l’orizzonte, le macchine immateriali dall’ampio petto ad alta velocità , che scalpitano/danzano sulle rotaie di elettroni, come invisibili Ippogrifi d’acciaio imbrigliati di nanotubi, e il volo galattico degli Shuttles senzienti , il cui cuore di silicio batte nel vento spaziale come una Stella innamorata e applaude come una (post) umanità entusiasta.

È dall’Italia che noi lanciamo per il mondo questo nostro manifesto di libertà travolgente e incendiaria col quale rifondiamo oggi il FUTURISMO perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di politicanti, pennivendoli, usurai e zombi. Già per un altro secolo… l’Italia è stata un mercato di maiali ignoranti democratici, fascisti e comunisti. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli cimiteri che la coprono tutta di lacrime. Noi sconfiggeremo la Morte!
*from KlausPeterSchneegass
carissimi amici netfuturisti intercontemporanei avanguardisti21,
ormai stiamo sull'estremo promontorio posteriore dell‘anno verdiwagneriano MMXIII in pieno tardotonno posto postautunnale nebuloso della mente: corpore insano in mens insana! 
Ed eccoci prestissimo entrati nell‘anno nuovo DADAfuturista MMXIV, che sta subito volando verso le creature creAttive noi tutti quanti omuncoli alati volanti invitandoci a ripensare le antiPresentAzioni di anti-collage decollanti perferenzAnti perforAnti sConcerTanti enArmonici aTonali paroliberaMente tritaModaioli. Adunque ci spetterà la grandiosissima avventura interdisciplinAria della ninna nanna dell'arte con la “a“ nana e la “r“ megalòmanEroica: e questa sorta di audicissima ricostruzione interFuturista dell‘universo DADAnostro sarà interaMente intervenzione intervenuta invenzione noStrana: 
E finalMente ci spetterà il fine finale dell‘imboscata DADAfuturista anno creAttivo MMXIV
E … eccola qua, la traduzione tedescoRana del “Manifesto 2.0 download Futurismo 2014 contemporaneo“ di Roby!!!
--- Nero secundus dixit --- 

“MANIFEST 2.0 des FUTURISMUS 2014 download HEUTE“ (Roby Guerra – Nero Nevini) 

1.) Wir wollen die Liebe zur Zukunft, zur freien Energie und zur universellen Freiheit besingen. 
2.) Mut, Kühnheit, und Rebellion sind wesentliche Bestandteile unserer Poesie und Wissenschaft. 
3.) Die Weltliteratur hat bis HEUTE die nachdenkliche Unbeweglichkeit, die Ekstase und den Schlaf gepriesen. Wir hingegen wollen die schöpferische Bewegung, die visionäre Schlaflosigkeit, den Sturmschritt und den Tanz, den unsterblichen Sprung des “Salto immortale“, das Heldenwort, den genialen Gedanken und die demonstrative Aktion der propagandistischen Tat lobpreisen. 
4.) Wir behaupten, dass die Herrlichkeit der Welt durch eine neue Schönheit bereichert worden ist: die Schönheit der Geschwindigkeit. Ein im Sternenflug befindliches Raumschiff mit seinem von großen Neuronen geschmückten Metall, welche wiederum eine starke Ähnlichkeit mit diversem Schlangengetier explosivsten Atems aufweisen dürften, ein in seiner Lichtgeschwindigkeit brüllendes Raumschiff, das die Kometen rasend hinter sich liegen lässt, ist weitaus schöner als die Neunte Symphonie von Beethoven! 
5.) Wir wollen den Menschen lobpreisen, der das Steuerrad in der Hand hält, dessen ideale Achse die Erde geometrisch präzise durchschneidet – und der bis zur äußersten Beschleunigung mit hyperdynamischem Schwung in der Umlaufbahn seines Orbits im nassforsch-kühnen Wettlauf durch die Milchstraße rast. 
6.) Es wird notwendig sein, dass der Dichter und der Wissenschaftler sich in gelehriger Glut, eifriger Kenntnisnahme und großzügiger Freigebigkeit aufopfern, um so die begeisterungstrunkene Inbrunst für die Urgewalten der Zukunft bis ins Unermessliche zu steigern. 
7.) Es gibt keine größere Schönheit als diejenige, die die Wahrheit beinhaltet. Kein schöpferisches Werk, das nicht von revolutionärem Charakter sei, kann ein Meisterwerk darstellen. Poesie und Wissenschaft müssen wie ein einziger Sturmangriff gegen die unbekannten dunklen Kräfte konzepiert werden. Nur mittels dieser anti-obskurantistischen Vorgehensweise werden die unbewussten Träume des Menschen zur vollen Erfüllung gelangen! 
8.) Wir stehen auf dem höchsten Vorgebirge der Jahrhunderte – ja, wir stehen gar auf dem HÖCHSTEN VORGEBIRGE DER JAHRTAUSENDE! … Warum sollten wir uns jetzt ängstlich umschauen, wenn wir heute noch die geheimnisvollen Türen des Unmöglichen einrennen wollen? ZEIT UND RAUM SIND GESTERN GESTORBEN. Und schon leben wir in der RELATIVITÄT eines Einstein, denn wir haben bereits die befreiende EWIGE GESCHWINDIGKEIT geschaffen: Wir sind das INTERNET! 
9.) Wir wollen die Erde verherrlichen, die uns die einzige Hygiene der Welt bereitet, den terrestrischen Patriotismus der Erdenbürgerinnen und -bürger, die schöpferische Zerstörungstat der Anarchistinnen und Anarchisten, die schönen Ideen, für die man lebt – sowie die Frau als Kunstwerk. 
10.) Wir wollen die Welt von den Museen, den Bibliotheken und den Akademien jeglicher Unart befreien sowie gleichzeitig gegen moralistische Heuchelei, konformistische Trittbrettfahrermentalität, jedwede opportunistische Feigheit und billig-utilitaristisches Mitläufertum kämpfen. 
11.) Wir werden die großen Menschenansammlungen besingen, die durch den Traum, durch die Volksbelustigung, durch die Spaßgesellschaft und durch den Aufruhr bis aufs Äußerste fieberhaft erregt aufgewiegelt werden: Wir werden die vielfarbige Polyphonie der permanenten Revolutionen in den modernen Hauptstädten und posthumanistischen Metropolen besingen; wir werden die vibrierende Non-Stop-Inbrunst des weltweiten INTERNET und der Roboter, die von elektrifizierten erotischen Monden aufgereizt sind, besingen; wir werden die satten Raumstationen, die heißhungrige Verschlinger strahlend goldener Meteore sind, besingen; wir werden die digitalen Denkfabriken, die im Stratosphären-Smog an den Wolken hängen, besingen; wir werden die Avatare, die gigantischen Gymnasten gleich über die Ozeane ziehen und an der Sonne in freischwebenden Synapsen glitzernd aufblitzen, besingen; wir werden die Computer-Hackers, die mit drahtloser Antigravitation unendliche Horizonte hinter dem Horizont wittern, besingen; wir werden die weitbrüstigen materielosen Hochgeschwindigkeitsmaschinen, die wie unsichtbare mit Nanoröhren aufgezäumte stählerne Hippogryphen auf den Elektronenschienen stampfend tanzen, besingen; wir werden den galaktischen Expressflug der mitfühlend empfindenden Shuttles, deren Silikonherzen wie verliebte Sterne im Sonnenwind erregt schlagen und einer posthumanistischen Restmenschheit begeistert Beifall zollen, besingen. 

Von Italien aus schleudern wir dieses unsere Manifest der umwälzenden und umstürzlerisch aufreizenden universellen Freiheit der Welt entgegen. Hiermit proklamieren wir HEUTE den FUTURISMUS 2.0 DOWNLOAD 2014, weil wir dieses unsere Land von seinem stinkenden Wundbrand an politikasternden Politikdarstellerinnen und -darstellern, pedantischen Federfuchsern, zinslüsternen Wucherern und Amok laufenden Zombies BEFREIEN wollen. 
Bereits während des Zeitraums eines geschlagenen vollen Jahrhunderts ist Italien ein fruchtloser Marktplatz sich dort tummelnder demokratischer, faschistischer und kommunistischer Ignoranten gewesen: Wir wollen Italien – und auch Europa! – endlich von den unzähligen Friedhöfen befreien, die ganze Länder und Kontinente mit tragisch vergossenen Tränen bedecken. 
WIR WERDEN DEN TOD BESIEGEN!  
Info


Futurismo, avanguardia italiana dell'anno 2013


2013? quale la vera news per l’arte e la cultura italiana?  Certamente lasciate perdere i principali old media o le principali riviste patinate o paralternative più note d’arte….  Per captare flagranti e sublimi eccezioni nella crisi dell’arte italiana, oltre l’abusata società liquida e le abusate litanie di certa casta culturale, sempre filo assistenzialista e incapace di  fare “change”, di cambiare lo stato delle cose con autonomia e libertà,  trovando sponsor (come si fa all’estero) o con azioni da hackers quasi ma legalissime, al passo con le enormi potenzialità del web, appunto, dalla Rete la vera sorgente d’informazione doc, al massimo i channel official  qualche segnalazione (pur già significativa).
Ma, sia on che off topic,  il rank o trend  almeno in controluce rivelatore, viene dagli Usa: dove il FUTURISMO spopola come non mai in quel del Museo Guggenheim, per la prima volta articolato e promosso almeno nella sua dimensione storica originaria, fino al 1944, con la scomparsa di Marinetti.
E il Futurismo post 1944 (neo) la vera News 2013 per l’arte e la cultura italiana!  Il 2013 ha consacrato, piaccia o meno a storici, giornalisti, addetti alla cultura attardati, ignoranti 1.0 se non in malafede,  anche certa stessa obsoleta prossimità futurista, il ritorno del Futurismo in Italia  senza se e senza ma!  Divenire già in atto fin dal centenario fatidico del 2009…
Solo alcuni fatti molto rilevanti del 2013, il resto basta fare un giro nel web…  Molto rilevanti anche almeno microstoricamente perché hanno già consegnato all’archeologia della criptica d’arte…  certe X che finora avevano sempre penalizzato il fu e oggi rinascente Movimento Futurista storico, oggi, ovviamente, dopo 100 e futur anni, 2.0 e aggiornato, dall’era industriale all’era di Internet. 
Il futurismo di destra?   Balle in gran parte anche storicamente, ora  nel febbraio e nel giugno 2013, due iniziative alla Biblioteca Gramsciana di Ales (Oristano), terra natale di Antonio Gramsci lo confutano definitivamente, rilanciando l’essenza tecnoanarchica e progressista del Futurismo:  chi scrive, in tal senso esplicito,  ha presentato  ”Futurismo per la nuova umanità, Dopo Marinetti ..”(Armando editore) la storia del futurismo post 1944, dimostrandone certa dis-continuità  ben poco discutibile , se certa critica fosse “scientifica” anziché veteroestetologica, incapace di orizzonti e paradigmi on topic semplicemente  alla luce solare degli anni duemila, della necessaria password arte-tecnologia, arte-scienza, come se il computermondo odierno fosse una mera decorazione manieristica.  E successivamente, ancora più programmatico in chiave persino metapolitica, “Gramsci e il 2000…” (La Carmelina).
Il  futurismo solo avanguardia e iconoclasta?  Balle, anche storicamente in parte, ora non più: nell’aprile 2013 a Roma, in collaborazione con l’università..,  il giovane leader del gruppo “nativo digitale” Netfuturismo per eccellenza, Antonio Saccoccio  (Tor Vergata, Roma) ha curato con altri persino un convegno a Roma Capitale, Eredità e attualità del Futurismo, coinvolgendo oltre a tutti i neofuturisti oggi attivi,  da Riccardo Campa a Vitaldo Conte,  da Graziano Cecchini a Antonio Fiore Ufagrà e  chi scrive, a certa stessa new wave elettro-digitale (Stefano Balice e altri), anche critici di fama accademica quali Luigi Tallarico, Massimo Duranti, Miroslava Hayek, Giancarlo Carpi e altri.  Vale a dire, penetrazione ex novo solida e significativa del Futurismo. Non ultimo integrata la pubblicistica, sempre nel 2013, dopo lo stesso Manifesti Netfuturisti del 2011, con il volume “A che serve il denaro? Pound e Marinetti  ……” scritto con  A. Pantano.
Pubblicistica che sempre nel 2013  evidenziano lo stesso Riccardo Campa, transumanista e docente di sociologia della scienza a Cracovia in Polonia,  con il suo “Trattato di Filosofia futurista” (Avanguardia 21, Roma, e pagine anche sul neo futurismo contemporaneo), opera che lo stesso Luciano De Maria attendeva da decenni… e il superdinamico e attivissimo Vitaldo Conte/VitalDix, con numerose azioni performative e – quest’anno, dopo (2011 e 2012) i vari “Pulsional Gender Art” e “Pulsional Trans Art” (Avanguardia 21 e Gepas edizoni) anche “Pulsional Ritual” (Gepas) con lo stesso filosofo Giovanni Sessa.
Ulteriormente, il 2013 segna il decollo della new wave più giovane, elettronica, rumorista e vaporizzatrice del MAV, tecnoanarchici futuristici, i vari Stefano Balice, Tommaso Busatto,  Massimiliano Scordamaglia,  Fabio Rosho, Laika FacSimile (Video) e  altri e la MAV records: netproduzioni oltresonore e oltreartistiche 2.0  doc, giovani ex novo clono magari della/dalla grande elettronica sperimentale anni 70, Kraftwerk, Schulze, Tangerine Dream, lo stesso Lou Reed del leggendario Metal Machine Music (1975!), dall'avanguardia storica di Russolo e Pratella, futurando.. anche post Stockhausen e John Cage, eccetera.
Inoltre, da segnalare anche, con lo stesso Sessa (Scuola romana di Filosofia politica, area Univ. La Sapienza), protagonista  con il poeta e filosofo Sandro Giovannini, anche la news urfuturistica collettiva (nell’ambito del progetto Nuova Oggettività) “Al di là della destra e della sinistra….”, ala  per così dire romantronica  e neotradizionale ma 2.0… del nuovo movimento futurista. 
Infine, ma cronologia 2013 solo qua essenziale, minima, lo stesso Vitaldo Conte, anche poeta totale dagli anni 80, alla Spatola o Pignotti, in questi mesi sempre a Roma, come artista non a caso nella retrospettiva florilegio dedicata a un certo Enrico Crispolti, noto esperto “storico” del futurismo.
Ecco, Crispolti, come lo stesso Giordano Bruno Guerri e altri (gli stessi Renato Barilli e Vittorio Sgarbi) attenti anche – come veri scienziati dell’arte (e non da salotti alla Baumann) al divenire contemporaneo del futurismo ( doveroso segnalare anche sempre dagli Usa, l’intervista al neofuturista transumanista Stefano Vaj, pubblicata recentemente sul magazione di Humanity +,” hPlus”,  sul futurismo  –storico e contemporaneo-  della volontà….. ).  
Un futurismo libertario e rivoluzionario ancora troppo perturbante, come accennato, in Italia per certi addetti ai lavori, come direbbe Battiato, da pensionare o rottamare se proprio vogliono fare gli struzzi: figure mica banali, sia ben chiaro, ma eppur si muove….  Vale a dire gli stessi Salaris e Echaurren, regrediti o meglio cristallizzati ormai su revisionismi da collezionisti immensi ma parmanidei per intenderci…  quasi traumatizzati dalla semplice Realtà di certa continuità del Futurismo del duemila (mica discutono comparativamente il valore estetico e sociale del nuovo futurismo, sarebbe dialettico e legittimo, né  i neo futuristi rivendicano chissà quale superiorità concettuale, semplicemente, come esistono i neodarwinisti… esistono – e non potrebbe essere altrimenti dopo 100 anni – i  neo futuristi!).  Oppure, vano rimuoverlo, figure pur non banali ma anche manieristiche, come Sylos Labini, Francesca Barbi  e altre più avvezze agli old media…., seminostalgiche almeno…  idem fanno gli struzzi, per inerzie estinte ideologiche alla rovescia!!!
Ma come direbbero Marx e Rimbaud, la storia va avanti e il mondo è da cambiare, anche se sempra im-probabile nell’era del default…  Replay docet:  esistono i Neodarwinisti nell’anno 2013, esistono i Neo Futuristi!

Roby Guerra

Info:

Futurismo contro Casa Pound

by  ECCOLANOTIZIA QUOTIDIANA, ROMA 
*FUTURISMO E CASAPOUND  BINOMIO IMPOSSIBILE!
BY ESTROPICO BLOG
Di tanto in tanto ci riprovano, anche con iniziative non necessariamente banali, ma tempo di una presa di posizione ufficiale neofuturista rispetto a certi input provenienti dalla Destra più o meno estrema di Casa Pound. Purtoppo gli old media in particolare poi foraggiano vecchie e obsolete equazioni e già la farsa finiana di alcuni anni fa ha generato mistificazioni letteralmente orwelliane.
Più nello specifico: proprio recentemente a Trento, CP ha curato un omaggio a Depero, in tal caso oggettivamente decente e interessante…. e risaltato dagli old media…. A Roma e dintorni, se non erriamo è anche addirittura attivo un Circolo Futurista tutt’uno o quasi con CP. Questo andazzo deve finire:
se a suo tempo la questione fascismo e futurismo fu certamente molto più complessa della vulgata ben nota che ha ibernato i futuristi per poi mezzo secolo, questo non significa avallare una nuova destra futuristica negli anni duemila. Ma neppure per mera tattica, ora che il neofuturismo contemporaneo opta – punto di non ritorno in ottiche dichiaratamente neoprogressiste, libertarie, tecnoanarchiche se non anche come dis-continuità culturale della sinistra storica, pur non ideologica e aperta e dinamica (come in particolare proprio chi scrive).
Premesso che- alla luce anche di una visione più complessa di CP stessa, non demonizziamo quest’ultima (secondo noi e anche certa pubblicistica non banale …soprattutto speculare ai famosi centri sociali di estrema sinistra… che si fa si chiude gli uni e gli altri secondo coerenti dogmi novecenteschi ideologici?) dal punto di vista critico culturale certa presunta sinergia CP futurismo non esiste, è una – ripetiamo- mistificazione orwelliana quasi. Né basta curare oggi eventuali iniziative futuristiche per subappaltarne il nuovo brevetto,,,
Semplicemente: in questi anni 2000 Casa Pound, a dispetto di un paio di manifesti formalmente interessanti, in cui si proclamava la fine della destra e della sinistra, nei fatti globali movimentistici politici e metaculturali è rimasta neppure a metà del guado.
CP è di destra eccome…. ancora nostalgica, esattamente…. specularmente (ribadiamo) come molti Centri sociali.
Ora, sia un particolare insito nella Costituzione italiana stessa, poco noto o in malafede sempre ignorato ( il famoso reato di fascismo… era -così scritto- clausola provvisoria-), sia la storiografia contemporanea europea (se non anche italiana) più accreditata (da Nolte e Mauss a De Felice e lo stesso Gentile in certo senso, ecc. non 4 gatti ma la maggioranza) non delegittimano affatto né il fascismo né il socialcomunismo, piuttosto – e giustamente come dopo la Resistenza- il nazismo- e giustamente- dopo e già da Stalin- anche il comunismo internazionale (sovietico e maoista in primis ma tutti quanti… certa eccezione almeno parziale e complessa italiana è solo oggi una rondine che non farà neppure mai più primavera, semmai Praga….).
Nello specifico di CP, tuttavia, anche in ottiche anti-ideologiche, neppure nei fatti è lecito parlare di fascisti di sinistra, come nelle lontane origini, solo in parte già all’epoca futuristiche!
Quel che chiariamo oggi è il binomio impossibile tra CP e Futurismo: legittimo, nel menu culturale di CP parlare semmai di neo d’annunzianesimo, pur anche qua con molte X: meglio di neodecadentismo liquido. Nessuno criticamente parlando può demonizzare CP, negando anche certa operatività legittima metaculturale, ma il futurismo non c’entra nulla, è un falso storico 2.0, anzi il neofuturismo e il futuro sono- per quel che ci riguarda (ovvio spottizzando e semplificando) di Sinistra 2.0!
Anche perchè, al limite, ma ora in percorsi consolidati realmente al di là della destra e della sinistra oltre la destra sinistra, pur in rotte neoideali e anche neotradizionali evolute e mai più ideologiche, nell’ambito del neofuturismo contemporaneo, esiste già, semmai, comunque derivante da certa matrice non minimale o liquida europea e italiana post Nouvelle Droite francese di 2/3 decenni fa, genericamente anche ma già rivelatore- già postmoderna, altra ala/direzione metaculturale di spicco prossima all’area cosiddetta (in gran parte romana) di Nuova Oggettività (ex Letteratura e Tradizione): al limite in democrazia pluralistica legittima. Diciamo un bordo, laddove tuttavia, piaccia o meno, nei fatti comprovati sia a livelli editoriali che operativi che persino ormai di informazione, il razzo neofuturista oggi multiplo esita già in volo verso orizzonti, riassumendo, magari dialettici con certa neotradizione 2.0, ma l’energia nucleare e solare, downloadata, altro non può essere che l’essenza originaria già tecnoanarchica e d’avanguardia, per taluni ad esempio chi scrive (e non solo) finanche e trasparentemente neoprogressista, libertaria, netsocialista!

by  Roby Guerra, scrittore

Info:

Roby Guerra futurista "profeta" di Matteo Renzi




Estense com...

Roby Guerra ‘profeta’ di Matteo Renzi

Con il suo giornale blog Asino Rosso il futurista ferrarese sostiene il nuovo leader del Pd

Ora è ufficiale anche nel web o meglio nella testata. Asino Rosso (http://lasinorossomyblog.it), giornale blog futurista (di sinistra) di Ferrara (ma di respiro nazionale) a cura di Roby Guerra e dal 2008, già segnalato più volte dalla stampa anche nazionale, è dalla parte di Matteo Renzi, il sindaco di Firenze, rottamatore e nuovo leader del Pd.
Guerra da tempi non sospetti ha promosso e promuove spesso Matteo Renzi, manifesti, articoli sia in network rilevanti (Controcultura/Supereva, che curava)  che quotidiani on line (Eccolanotiziaquotidiana, area Roma), sia  nelle sue pubblicazioni, Nuovi Futuristi Nuovi Umanisti (ebook Este Edition) e nel programmatico Gramsci e il 2000 (La Carmelina, 2013), già presentato alla Biblioteca Gramsciana di Ales (Oristano) con Matteo Renzi visto “profeticamente” già come nuovo leader per la sinistra 2.0 possibile.
Ebbene, ora persino la testata di Asino Rosso è per Matteo Renzi (una poesia visiva dell’autore) mixato con la statua  Ludovico Ariosto di Piazza Ariostea e nell’home page un link diretto alle News Matteo Renzi da Google. Per la cronaca, a Ferrara, a parte il politico Dario Franceschini, è l’unico scrittore e intellettuale (Guerra cura il laboratorio letterario futurista per i Futurologi Transumanisti italiani di Milano, e membro del gruppo romano Nuova Oggettività/Scuola romana di Filosofia politica, area La Sapienza, Univ. Roma) dichiaratamente Renziano.  Nel giornale blog stesso collaborano puntualmente, i neofuturisti Antonio Saccoccio, Stefano Vaj e lo stesso Sandro Giovannini, oltre agli scrittori di Ferrara, Zairo Ferrante, Emilio Diedo e altri.

lunedì 9 dicembre 2013

Gramsci e il 2000. E Matteo Renzi * recensione

Gramsci e il 2000: per una sinistra italiana nell'era di Internet. E Renzi
ROMA - La sinistra 2.0 di Roby Guerra, tra Gramsci e... Matteo Renzi. "Gramsci e il 2000: per una sinistra italiana nell'era di Internet" (La Carmelina edizioni-Ferrara-Roma, 2013) è il titolo intrigante dell'ultimo saggio di Roby Guerra, più noto come scrittore neofuturista: ha già edito tra l'altro, "Futurismo per la Nuova Umanità. Dopo Marinetti" per Armando editore di Roma e cura il laboratorio letterario futurista per l'Associazione Italiana Transumanisti - di Milano (una sezione italiana di un Movimento futurologico scientifico internazionale) a cura di R. Campa, S. Vaj, G. Vatinno e altri. 
E' un breve trattato futuribile, infatti, arditamente fin dai titoli, con l'obiettivo di indicare una via nuova politico-culturale per la sinistra storica italiana. 
Già presentato in anteprima, con un filmato molto 2.0, recentemente a Ales (Oristano) presso la Biblioteca Gramsciana (a c. di Giuseppe Manias e sua una delle note critiche, le altre di Graziano Cecchini, Zairo Ferrante e Luca Siniscalco), terra natale dello stesso... Gramsci, Guerra rilegge in chiave appunto sintetica e presentistica il grande leader storico progressista, articolando il discorso, alla luce di certo divenire e futurismo sociale, in chiave certamente atipica e collegandolo ulteriormente vuoi con certa psicologia sociale in voga nel secondo novecento (il "vecchio" umanesimo socialista dei vari Reich, Fromm, Marcuse, finanche poi Deleuze e Baudrillard già postmoderni), vuoi - come accennato - con certa futurologia (da Mc Luhan a Toffler ai più recenti artisti V. Conte, A Saccoccio, gli stessi Campa e Vaj, colleghi oggi neofuturisti), non ultimo con sguardi diretti da Berlinguer a Cacciari a Beppe Grillo e soprattutto Matteo Renzi (un manifesto del 2011, tempi non sospetti). 

Ne esita un lavoro certamente discutibile e peraltro affascinante, oseremo dire diversamente utopico, discutibile per il non metodo storicistico, semmai, nel bene e nel male, letterario. A tratti dispersivo e spiazzante: già un neofuturismo di sinistra e rottamatore suona probabilmente insolito (i futuristi si sa, anche se molti equivoci, storicamente, nonostante - vero - insospettati consensi da Gramsci stesso - percepiti come anarchici di destra, se non peggio...), non ultimo, quasi come una provocazione ulteriore appare un rimando finale al Wilde socialista utopico di un saggio - di Wilde - altrettanto atipico anche se del consueto talento. 
Va da sé, ferme queste ed altre riserve, Guerra viene dalla letteratura e in tempi liquidi e di gran confusione nel progressismo italiano, un libello certamente innovativo e stimolante, da riflettere, pur nella sua intenzionale leggerezza spettacolare. 
di Fabio Scorza   by CINQUEW