lunedì 18 agosto 2008

FUTURSTORY FUTURISMO MANIFESTI SCIENTIFICI /LA NUOVA FERRARA


Il Futurismo riletto da Roby Guerra
La Nuova Ferrara — 06 agosto 2008 pagina 17
Nella nuova Collana Libri On Line, Este Edition di Ferrara ha appena edito Futurismo-Manifesti Scientifici del futurista Roby Guerra. «Scientifici» perchè -come già evidenziato dall’autore nei suoi saggi passati «il Futurismo è riletto come Estetica scientifica e tecnologica d’anticipazione, con frequentissimi rimandi ad alcuni dei futuribili scienziati più celebri del nostro tempo, da Marshall McLuhan a Nicholas Negroponte agli stessi Marvin Minsky (padre della Computer Science) e il biologo filosofo Jacques Monod». Una sorta di microsintesi di oltre due decenni dedicati dallo scittore ferrarese all’avanguardia fondata da Marinetti nel 1909, nell’imminenza del centenario del 20 febbraio prossimo. Il tecnovolumetto è dedicato non a caso, oltre che a Marinetti, anche ad alcuni dei futuristi attivi contemporanei, noti o meno noti, artisti e storici dell’arte: vale a dire Graziano Cecchini, che ha riportato il futurismo in prima pagina, lo stesso Vittorio Sgarbi (si veda anche la città neofuturista siciliana di Salemi, con Sgarbi sindaco e Cecchini, Assessore...); Enzo Benedetto e il musicista elettronico J.M. Vivenza, il primo aeropittore del secondo futurismo attivo fino alla scomparsa del 1993 con la rivista romana Futurismo-Oggi (il Moma di New York tra gli aderenti)-con cui Guerra ha collaborato, il secondo fondatore dell’Electro-Insitute futurista a Grenoble. Inoltre.... Antonio Saccoccio, fondatore del futurismo del web (Netfuturismo- sempre a Roma), l’italo-egiziano Massimo Croce, Rumorista futurista, lo scrittore e intellettuale neofuturista Giovanni Tuzet (docente alla Bocconi di Milano); infine il critico d’arte ferrarese Lucio Scardino, spesso curatore di libri e eventi futuristici. Infine, tra i Manifesti, più programmatici e anche scandalosi-dal punto di vista culturale e politico-da segnalare i due dedicati a Bill Gates, profeta di Internet e a Berlusconi, visto dal punto di vista semiotico e mediatico.

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